Precedenti al Festival, giudizi della stampa, quote dei bookmakers, album, tracklist, autori e testo del brano

PARTECIPAZIONI A SANREMO:

Seconda partecipazione al Festival di Sanremo per i Negrita che, finora, hanno partecipato alla kermesse soltanto nel 2003 con il brano Tonight che si classificò al 18° posto della classifica finale.

IL BRANO:

Per la loro nuova partecipazione alla kermesse ligure i Negrita puntano su un brano scritto interamente da loro stessi insieme a Il Cile ed intitolato I ragazzi stanno bene.

COME NE PARLA LA STAMPA:

“Negrita con “I ragazzi stanno bene insieme”. Un inno alla vita in stile rock” [Carmen Guadalaxara, Il Tempo]

“Midtempo fortissimo, Pau che parte a raccontare una storia su una chitarra slide e un fischio western. Mossa ma non molle, la canzone si apprezza con più e più ascolti. Al terzo è facile innamorarsene” [Luca Dondoni, La Stampa]

“Una band che conferma di sapere il fatto proprio. Riferimenti all’immaginazione e arrangiamento “garbato”” [Paolo Giordano, Il giornale]

“Ecco qui i Negrita. Che son sempre bravi. Anche se il meglio l’hanno già dato. Però «Voglio un sogno da sognare/E voglio ridere» è da sei mesi senza condizionale” [Libero]

“Il rock è addomesticato, anche loro privilegiano le parole. Però almeno queste hanno un vero significato e con il verso dedicato ai migranti (“e di barche senza un porto / come vuole un comandante a cui conviene il gioco sporco”) pure la polemica è ben servita” [Raffaella Serini, Vanity Fair]

“I Negrita si affidano al tocco western di chitarra slide e fischio per «I I ragazzi stanno bene»: e chi sarà il «comandante» che fa il «gioco sporco» in un mondo di «fantasmi sulle barche e di barche senza un porto»? Bufera politica in arrivo dopo le parole di Baglioni che avevano irritato Salvini?” [Andrea Laffranchi, Corriere della Sera]

“Tornano con la loro cifra, fatta e finita. Un brano molto estivo, con il tappeto musicale chiamato ad avvolgere la voce di Pau. “Loro”, insomma” [Christian Pradelli, Mitomorrow]

“è la prima canzone dei Negrita che mi piace. E poi. Che cos’è la libertà? Io credo: è non aver più paura. Eh. Piaciuta che non divento comunque rock” [Silvia Gianatti]

“E che gli vuoi dire ai Negrita? Niente: perché fanno i Negrita. Firmano I ragazzi stanno bene insieme a Il Cile. «Non ho tempo per brillare / Voglio esplodere che la vita è una poesia / Di storie uniche». Trionfale, dichiarazione di intenti o manifesto programmatico. Libretto di istruzioni per se stessi” [Laura Berlinghieri, Amica]

“Un po’ spiace che i Negrita arranchino nel trovare un barlume di novità. Sembra un pezzo fatto su misura dei fan: le sonorità sono quelle dei Negrita. Come se copiassero loro stessi. Ma si può? È un vero peccato perché il testo non è affatto male: parla di speranza, di navi che non hanno porti in cui attraccare e mettono in ballo un “comandante” che ricorda tanto un certo “capitano”” [Rolling Stone]

“Il testo è nostalgico al punto giusto e racconta alcune sensazioni di chi ha superato i 40, ma sente dentro sé una forza dirompente. Musicalmente il pezzo apre con la chitarra (suonata con lo slide) e un fischio malinconico e incisivo. L’inciso ricorda le migliori produzioni dei Negrita e rimanda alle sonorità della seconda metà degli anni ’90, con qualche riferimento british. Il suono non si discosta dall’ l’ultimo album della band Desert Yacht Club. “Che cos’è la libertà? E’ non avere paura”” [Simone Zani, All Music Italia]

“Anche i Negrita sono uomini di mezza età. E si sente. Guardano il brutto mondo di oggi e lo raccontano, concentrando il loro suono in pochi minuti. Sono benevoli con chi verrà e questo potrebbe essere confuso per un atteggiamento poco rock. Ma solo da chi rock non è” [Michele Monina, Optima Italia]

“Il titolo cita gli Who, il pezzo vola molto più basso, sia pur restando fedele alla retorica rock, tra fischi morriconiani e chitarre elettriche in evidenza. Frase clou: «Ma i ragazzi sono in strada, i ragazzi stanno bene. Non ascoltano in consigli e hanno il fuoco nelle vene»” [Federico Vacalebre, Il Mattino]

“Tra le mie preferite. Ha un’indole rock e riesce a mettere gli occhi  sulla vita interiore e sul nostro tempo: “Voglio esplodere che la vita è una poesia” ma anche “far pace con i fantasmi sulle barche”. Nel mio podio” [Giuseppe Attardi, Pickline]

“Anche i Negrita puntano su un testo carico di significati e richiami con “I ragazzi stanno bene”. Dopo un attacco western con citazioni politiche («Di fantasmi sulle barche e di barche senza un porto come vuole un comandante a cui conviene il gioco sporco»), il brano si disperde in un pop-rock che non brilla eccessivamente, ma che, al contrario di molti loro colleghi, mantiene la parvenza di un ritornello sull’essere ragazzi-adulti: «Non mi va di raccogliere i miei anni dalla cenere, voglio un sogno da sognare, voglio ridere»” [Paola Gallo, Onde Funky]

“Torna la politica sul palco dell’Ariston. I Negrita, assenti da Sanremo da 16 anni, ripartono con un testo impegnato, ed è una scelta azzeccata perché lo sanno fare. Ci sono confini, passaporti, “dei fantasmi sulle barche e di barche senza un porto, come vuole un comandante a cui conviene il gioco sporco”. Una ballata ritmata, intensa, orecchiabile” [Angelica D’Errico, Unione Sarda]

VOTO MEDIO DELLA CRITICA:

6.48 / 10 (11° posizione generale)

QUOTE SNAI:

20.00 (15° posizione generale)

OSPITE DUETTANTE:

Enrico Ruggieri Roy Paci

IL NUOVO ALBUM:

Uscirà per Universal Music Italia il prossimo 8 febbraio I ragazzi stanno bene 1994-2019, il nuovo album dei Negrita che così raccoglieranno i loro maggiori successi discografici in questa speciale raccolta.

TESTO DEL BRANO:

I RAGAZZI STANNO BENE
di P. Bruni – C. Petricich – E. Salvi – F. Barbacci – Il Cile – G. Ridolfo Gagliano
Edizioni Universal Music Italia/Supermagico – Milano – Arezzo

Tengo il passo sul mio tempo concentrato come un pugile
Sarà il peso del mio karma o la mia fortitudine
Con in mano una chitarra e un mazzo di fiori distorti
Per far pace con il mondo dei confini e passaporti
Dei fantasmi sulle barche e di barche senza un porto
Come vuole un comandante a cui conviene il gioco sporco
Dove camminiamo tutti con la testa ormai piegata
E le dita su uno schermo che ci riempie la giornata
Ma non mi va
Di raccogliere i miei anni dalla cenere
Voglio un sogno da sognare e voglio ridere
Non mi va
Non ho tempo per brillare voglio esplodere
Ché la vita è una poesia di storie uniche
E poi trovarsi qui sempre più confusi e soli
Tanto ormai non c’è più tempo che per essere crudeli
E intanto vai, vai che andiamo dentro queste notti di stelle
Con il cuore stretto in mano e con i tagli sulla pelle
Ma i ragazzi sono in strada, i ragazzi stanno bene
Non ascoltano i consigli e hanno il fuoco nelle vene
Scaleranno le montagne e ammireranno la pianura
Che cos’è la libertà? Io credo: è non aver più paura
Di piangere stasera, di sciuparvi l’atmosfera
E di somigliare a quelli come me
Non mi va…
Di lasciarmi abbandonare, di dovermi abituare
Di dovermi accontentare
Sopra di noi la gravità
Di un cielo che non ha pietà
Pezzi di vita che non vuoi perdere
Giorni di festa e altri da lacrime
Ma ho visto l’alba e mette i brividi, i brividi…

Quante bugie ci siamo detti, amore
Quante parole da dimenticare
E continuare a negarlo è soltanto una fragilità
Allontanarsi non è mai la fine
Se si ha il coraggio di ricominciare
Ma non è facile quando si perde la complicità
E adesso siamo qui
Occhi negli occhi, senza nascondigli
Senza difendere più i nostri sbagli
O sfidarci tra noi
E finirà così
E forse è quello che vogliamo entrambi
Ma lo capisco da come mi guardi che in fondo lo sai
Che mai potremo perderci
E più ti guardo, e più vedo la parte migliore di noi
Ma ormai non serve illuderci
Non c’è bisogno di fingerci forti ed in fondo lo sai
Le nostre anime di notte
Quante bugie ci siamo detti, amore
E non è facile dimenticare
Che queste frasi in sospeso nascondono la verità
E adesso siamo qui
E siamo nudi per la prima volta
Senza il timore di fare una scelta e poi non scegliere mai
Mai potremo perderci
E più ti guardo e più vedo la parte migliore di noi
Ma ormai non serve illuderci
Non c’è bisogno di fingerci forti ed in fondo lo sai
Le nostre anime di notte
Sono più limpide che mai
Sono più limpide che mai
Mai
Potrei lasciarmi alle spalle la parte migliore di noi
Ma ormai non serve illuderci
Non c’è bisogno di fingerci forti ed in fondo lo sai
Le nostre anime di notte
Non si perderanno mai

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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