Precedenti al Festival, giudizi della stampa, quote dei bookmakers, album, tracklist, autori e testo del brano

PARTECIPAZIONI A SANREMO:

Seconda partecipazione al Festival di Sanremo per Daniele Silvestri che, finora, ha partecipato alla kermesse nel 1995 con il brano L’uomo col megafono che si classificò al 10° posto della classifica finale tra le Nuove Proposte. Nel 1999 Daniele torna in scena con il brano Aria che ha ottenuto il 9° posto prima di arrivare al 14° nel 2002 con il grandissimo successo di Salirò.

Le ultime apparizioni al Festival sono datate 2007 con La paranza, che ha ottenuto il quarto posto, e 2013 quando arrivò 6° con A bocca chiusa, preferita al brano Il bisogno di te (ricatto d’onor).

IL BRANO:

Per la loro nuova partecipazione alla kermesse ligure i Negrita puntano su un brano scritto interamente da loro stessi insieme a Il Cile ed intitolato I ragazzi stanno bene.

COME NE PARLA LA STAMPA:

“grazie all’impatto da pugno nello stomaco che ci arriverà dalla bellissima e angosciosa canzone di Daniele Silvestri” [Gino Castaldo, Repubblica]

“Daniele Silvestri con Rancore cantano “Argentovivo”. Ha un pezzone complice il rapper romano Rancore. Acrobata della parola cantautorale torna ad essere un menestrello” [Carmen Guadalaxara, Il Tempo]

“Applausi per il testo forte, per il ritmo, per la scelta di coinvolgere Rancore (il miglior rapper/freestyler sulla scena). Nella versione «lunga» c’è anche Manuel Agnelli (ospite al venerdì). Adolescenza, carcere, società ottusa, rivalsa” [Luca Dondoni, La Stampa]

“A Sanremo non sbaglia neanche stavolta. In Argento vivo (con Rancore) il testo è emozionante ed il ritmo incalzante” [Paolo Giordano, Il giornale]

“Daniele Silvestri è il meglio che c’è perché a differenza di molti ha sempre qualcosa da dire. E la dice bene. È pure Rancore la dice bene. «Questa prigione corregge e prepara a una vita/che non esiste più da almeno vent’anni»” [Libero]

“Un testo importante (che parla di disagio mentale giovanile), ma assai poco sanremese. L’innesto rap di Rancore non aggiunge nulla al pezzo, già verbosissimo di suo e completamente privo di ritornello” [Raffaella Serini, Vanity Fair]

“Sanremo non fa più rima con amore. «Argentovivo» di Daniele Silvestri è il flusso di parole di un adolescente che si sente in carcere, ma non sono le sbarre di un riformatorio a ingabbiarlo quanto una prigione mentale: la potenza qui viene dall’aver tolto tutto, trane batteria e tocchi orchestrali raffinati, il featuring di Rancore e (solo su disco e nella serata duetti) e un onirico Manuel Agnelli” [Andrea Laffranchi, Corriere della Sera]

“Un brano che riesce a rompere la liturgia per temi trattati, testo, arrangiamento. Non la solita “canzonetta” di denuncia sociale. Binomio potentissimo” [Christian Pradelli, Mitomorrow]

“su, premio della critica e non stiamo a parlarne più. La pelle d’oca sull’avambraccio ci ha dato dentro anche qui. Pesantemente. Piaciuta che Silvestri è un genio e fine” [Silvia Gianatti]

“Quella di Daniele Silvestri – Argento vivo – è probabilmente la canzone più bella del Sanremo 2019. Con una sorpresa: il lungo inserto rap di Rancore, che salirà sul palco tutte le sere. Insieme cantano Argento vivo: un testo lungo, intenso. Storia di un ragazzino di 16 anni, da 10 in carcere (perché? È una metafora?). In trappola. Un ragazzino che una volta era «argento vivo». Il venerdì i due proporranno il pezzo con Manuel Agnelli” [Laura Berlinghieri, Amica]

“Il pezzo più tosto del festival, un pugno nello stomaco che lascia tramortiti, ma non indifferenti. Silvestri è un poeta che maneggia parole come fossero pietre. Pietre che vengono lanciate, con un sound ipnotico, contro i vetri della società, pietre che creano discussioni, che fanno pensare. Silvestri racconta in prima persone le problematiche adolescenziali, si mette in gioco. Se non ci fosse un cantautore come lui bisognerebbe inventarlo. È così, senza “se” e senza “ma”. Il pezzo ha anche una sorpresa svelata durante l’ascolto: il featuring con il rapper Rancore. Una canzone davvero sbalorditiva. Nella serata di venerdì si esibisce con Manuel Agnelli” [Rolling Stone]

“Daniele Silvestri porterà sul palco dell’Ariston un brano in cui il tema dell’incomunicabilità e dell’incertezza è portante. “Ho smesso di credere che ci sta ancora qualcosa là fuori”. Il sound è molto urban, forte, intenso, ipnotico e sul palco potrà dire la sua. A sorpresa nel brano interviene uno degli artisti più stimati nella scena rap, Rancore che impreziosisce un brano che hagià  notevoli potenzialità” [Simone Zani, All Music Italia]

“Daniele Silvestri e Rancore. Due cazzo di geni. Una canzone che è un romanzo mondo. L’uomo col megafono che incontra Depressissimissimo. Una vera bomba. Il pezzo più politico di questa edizione” [Michele Monina, Optima Italia]

“Sedici anni e sentirsi in galera. La musica al massimo volume per non sentire quel che blaterano mamma e papà, uno schermo al plasma per amico, la scuola per galera, ma anche la casa. Lui era argento vivo, ma lo stanno «curando». Un brano dolente e feroce, ancor di più quanto entra il rap di Rancore. Frase clou: «Ho sedici anni, ma è già da più di dieci che vivo in un carcere, nessun reato commesso là fuori, fui condannato ben prima di nascere»” [Federico Vacalebre, Il Mattino]

“Il rap domina. Anche fra insospettati. Daniele Silvestri duetta a sorpresa con Rancore in “Argento vivo” in una miscela fra Jovanotti e Caparezza, raccontando la storia di un detenuto di 16 anni finito dietro le sbarre senza un motivo in una forma teatro-canzone” [Giuseppe Attardi, Pickline]

“C’è un brano che non riesco a  valutare con gli altri ed è Argento Vivo che Daniele Silvestri condividerà con Rancore: Un vero pugno nello stomaco, un linguaggio e un suono a parte. Una storia dura di isolamento  trattata con un racconto in prima persona: “Ho 16 anni, ma è già da più di dieci che  vivo in un carcere…” e il rap di Rancore a rendere il tutto ancora più efficace e affilato. Silvestri, ancora una volta, va nella direzione in cui meno te lo aspetti. Geniale” [Paola Gallo, Onde Funky]

“Il brano di Daniele Silvestri, anche lui tornato a Sanremo dopo anni di assenza, è una bomba. È la storia di un ragazzo di sedici anni, in carcere da dieci: “Nessun reato commesso là fuori, fui condannato ben prima di nascere”. Lo ha scritto in 24 ore, ha raccontato, e ne emerge un accattivante “flusso di coscienza”. Funziona” [Angelica D’Errico, Unione Sarda]

VOTO MEDIO DELLA CRITICA:

8.09 / 10 (1° posizione generale)

QUOTE SNAI:

25.00 (17° posizione generale)

OSPITE DUETTANTE:

Manuel Agnelli

IL NUOVO ALBUM:

Uscirà per Sony Music Italia il prossimo d’inediti del cantautore romano già anticipato da alcuni singoli inediti.

TESTO DEL BRANO:

ARGENTO VIVO
di Daniele Silvestri – T. Iurcich, F. Rondanini, Manuel Agnelli
Ed. Universal Music Publishing Ricordi/Testardomusic/Curci Edizoni/Germi/Woodworm Pulishing Italia Milano – Roma

Ho sedici anni
Ma è già da più di dieci
Che vivo in un carcere
Nessun reato commesso là
Fuori
Fui condannato ben prima di nascere
Costretto a rimanere seduto per ore
Immobile e muto per ore
Io, che ero argento vivo
Signore
Che ero argento vivo
E qui dentro si muore.
Questa prigione corregge e
Prepara una vita
Che non esiste più da
Almeno vent’anni
A volte penso di farla finita
E a volte penso che dovrei vendicarmi
Però la sera mi rimandano a casa
Lo sai
Perché io possa ricongiungermi a tutti i miei cari
Come se casa non fosse una gabbia anche lei
E la famiglia non fossero i domiciliari
Ho sedici anni ma è già da più di dieci
Che vivo in un carcere
Nessun reato commesso là
Fuori
Fui condannato ben prima di nascere
E il tempo scorre di lato ma
Non lo guardo nemmeno
E mi mantengo sedato per
Non sentire nessuno
Tengo la musica al massimo
E volo
Che con la musica al massimo
Rimango solo
E mi ripetono sempre che devo darmi da fare
Perché alla fine si esce e non saprei dove andare
Ma non capiscono un cazzo, no
Io non mi ci riconosco
E non li voglio imitare
Avete preso un bambino che
Non stava mai fermo
L’avete messo da solo
Davanti a uno schermo
E adesso vi domandate se sia normale
Se il solo mondo che apprezzo
È un mondo
Virtuale
Io che ero argento vivo
Dottore
Io così agitato, così sbagliato
Con così poca attenzione
Ma mi avete curato
E adesso
Mi resta solo il rancore
Ho sedici anni
Ma è già più di dieci
Che ho smesso di credere
Che ci sia ancora qualcosa là
Fuori
E voi lasciatemi perdere
Così facile da spiegare
Come si nuota in mare
Ma è una bugia, non si può imparare
A attraversare
Quel che sarò
Nella testa girano pensieri
Che io non spengo
Non è uno schermo
Non interagiscono se li tocchi
Nella tasca un apparecchio
Specchio di quest’inferno
Dove viaggio, dove vivo, dove mangio
Con gli occhi
Sono fiori e scarabocchi in un quaderno
Uno zaino come palla al piede
Un’aula come cella
Suonerà come un richiamo
Paterno il mio nome dentro l’appello
E come una voce materna la
Campanella suonerà
È un mondo nato dall’arte
Per questo artificiale
In fondo è un mondo
Virtuoso
Forse per questo virtuale
Non è una specie a renderlo
Speciale
E dicono
Che tanto è un movimento
Chimico
Un fatto mentale
Io che non mentivo
Che ringraziavo ad ogni mio
Respiro
Ad ogni bivio, ad ogni brivido
Della natura
Io che ero argento vivo in
Questo mondo vampiro
Mercurio liquido se leggi la
Nomenclatura.
Ho, sedici anni ma già da
Più di dieci vivo in un
Carcere
E c’è un equivoco nella
Struttura
E fingono ci sia una cura
Un farmaco ma su misura
E parlano parlano parlano
Parlano
Mentre mio padre mi spiega
Perché è importante studiare
Mentre mia madre annega
Nelle sue stesse parole
Tengo la musica al massimo
Ancora
Ma non capiscono un cazzo, no
E allora
Ti dico un trucco per
Comunicare
Trattare il mondo intero
Come un bambino distratto
Con un bambino distratto
Davvero
È normale
Che sia più facile spegnere
Che cercare un contatto
Io che ero argento vivo
Signore
Io così agitato
Così sbagliato
Da continuare a pagare in
Un modo esemplare
Qualcosa che non ricordo di
Avere mai fatto
Ho sedici anni
Ho sedici anni e vivo in un carcere
Se c’è un reato commesso là
Fuori
È stato quello di nascere

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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