Sanremo 2019: la scheda di Mahmood – Tutto quello che c’è da sapere

Precedenti al Festival, giudizi della stampa, quote dei bookmakers, album, tracklist, autori e testo del brano

PARTECIPAZIONI A SANREMO:

Prima partecipazione in assoluto al Festival di Sanremo per Mahmood che vi è arrivato grazie alla vittoria di una delle due serate televisive dedicate lo scorso dicembre a Sanremo Giovani.

IL BRANO:

Per la sua partecipazione alla kermesse ligure Mahmood ha puntato su un brano co-scritto da lui stesso insieme a Dario Faini e Charlie Charles ed intitolato Soldi.

COME NE PARLA LA STAMPA:

“Mahmood – Soldi con “L’autotune” che fa da apripista un pezzo in stile trap con un tema non banale” [Carmen Guadalaxara, Il Tempo]

“«Champagne e Ramadan», come canta Mahmood, non vanno insieme: ecco un testo che accenderà polemiche. Auto-tune accennato e un ritornello accattivante sono razzi che spingono verso la vetta (ma l’auto-tune a Sanremo non ci sarà)” [Luca Dondoni, La Stampa]

“Una delle sorprese. L’incedere è potente, nei versi spunta uno “champagne sotto Ramadan” che fa pensare. Bravo” [Paolo Giordano, Il giornale]

“Mahmood tira in ballo la questione “integrazione” senza tanti giri di parole. Rime azzeccate, canzone assai piacevole. «Pensavi solo ai soldi, soldi. Io da te non ho voluto soldi»” [Libero]

“Trap arabeggiante alla Ghali, con trionfo di autotune (che però non userà all’Ariston). L’effetto finale è un po’ “e quindi?”” [Raffaella Serini, Vanity Fair]

“Ne esce male anche il papà dell’italo-egiziano Mahmood, concentrato più sui «Soldi» che sugli affetti: ritmo, profumi mediorientali e la rima champagne-ramadan che lascia il segno” [Andrea Laffranchi, Corriere della Sera]

“Citazione ammiccante quella di Jackie Chan ad inizio brano. Non è solo quella a rimandare al successo di Tïesto degli ultimi tempi. Interessante, con una sua precisa identità” [Christian Pradelli, Mitomorrow]

“sarà che ha preso Faini e Charlie Charles ma il premio brano più attuale lo vince lui. (E balliamo di brutto pure con questa). Piaciuta che però io sono più indie che giovane” [Silvia Gianatti]

“Sorprende positivamente il pezzo di Mahmood, Soldi, firmato dall’ex X Factor(ed ex Sanremo Giovani) insieme a Dardust e Charlie Charles. Con Einar proviene dalle selezioni di dicembre delle Nuove Proposte. Canzone molto “swag” e con parecchio auto-tune… che non ci sarà invece sul palco dell’Ariston: parola sua. Il pezzo potrebbe salire ulteriormente grazie al featuring con Gué Pequeno la sera dei duetti” [Laura Berlinghieri, Amica]

“Qui si fa sul serio ragazzi. Mahmood miscela sapientemente immagini nitide come il Ramadan, la tv, Jackie Chan, il narghilè. Il pezzo è fresco, l’inciso martellante e terribilmente cool. È un giovane uomo che ha stile, vive il suo tempo. E lo traduce in musica. Non dimentica il passato, ma è proiettato prepotentemente verso il futuro. Il sangue che gli scorre nelle vene è misto come le sonorità di cui è paladino. Oh, non voglio sentire paragoni con Mengoni, perché non c’entra nulla eh. Nella serata di venerdì si esibisce con Guè Pequeno” [Rolling Stone]

“Il Teatro Ariston si trasformerà in un club? Riuscirà Mahmood in questo intento? Un pezzo ipnotico con un pianoforte che nell’inciso fornisce un tappeto quasi danzante, forte. E’ evidente il tocco di Dardust. Il testo è un po’ meno a fuoco rispetto a quanto ci si poteva aspettare, ma merita attenzione e curiosità anche per qualche frase in arabo inserite all’interno. Il brano è firmato nella musica dallo stesso Mahmood, Dardust (Dario Faini) e Charlie Charles al suo debutto a Sanremo” [Simone Zani, All Music Italia]

“Vale il solito discorso, fatico a bagnarmi nel mare della contemporaneità, se per contemporaneità si intende certi suoni, l’autotune, ritmi come questi. Ma, siccome di musica mi occupo, e non di modernariato, questa mi sembra una canzone contemporanea molto ben fatta. Merito anche di DarDust, alias Dario Faini, e Charlie Charls, che hanno contribuito a costruirla. Sorprendente” [Michele Monina, Optima Italia]

“«In periferia fa molto caldo», dice il ragazzo italo-egiziano, che, a differenza di Einar, la sua chance se la gioca bene, anche perché in console di produzione c’è Charlie Charles. Qui c’è chi beve champagne sotto Ramadan e arriva in Italia pensando solo ai «soldi, soldi, soldi». Trap come cronaca di ordinaria dis/integrazione metropolitana. Frase clou: «Lasci la città, ma nessuno lo sa, ieri eri qua, dove sei papà. Mi chiedi come va, come va, come va. Sai già come va, come va, come va»” [Federico Vacalebre, Il Mattino]

“Charlie Charles firma in assoluto il suono più contemporaneo del Festival. E, all’interno, un testo nel quale Mahmood  racconta un rapporto duro e irrisolto con il padre.  “Tu da me volevi solo soldi”  suona  liberatorio. Curerà il suo autore, coinvolgerà soprattutto i più giovani. Iconica” [Giuseppe Attardi, Pickline]

“Arriva dalle periferie estreme, quelle popolate da immigrati, “Soldi”, canzone dura e cruda, ben interpretata da Mahmood, milanese di madre e padre egiziano promosso tra i Campioni da Sanremo Giovani. Si fa produrre dal guru della trap Charlie Charles (l’uomo di Ghali e Sfera). Esistenze e storie personali di gente costretta a vivere ai margini della società, dove si “beve lo champagne sotto il Ramadan”. Una gioventù bruciata raccontata in italiano e arabo, tra funk, trap, echi mediorientali, ritmi spezzati e sincopati, che ricordano Marco Mengoni” [Paola Gallo, Onde Funky]

“Mahmood, mamma sarda e papà egiziano, centra l’obiettivo. Il suo pezzo è interessante, di quelli che quando passano in radio, alzi il volume. E ancora una volta, come il pezzo portato a Sanremo Giovani, attinge a piene mani dalla sua storia personale: “Volevi solo i soldi, come se avessi avuto soldi”. Qualcuno ha già da ridire sull’utilizzo dell’autotune ma lui, prima ancora che scoppino le polemiche, ha fatto sapere che canterà senza, per sua scelta” [Angelica D’Errico, Unione Sarda]

VOTO MEDIO DELLA CRITICA:

6.55 / 10 (8° posizione generale)

QUOTE SNAI:

20.00 (18° posizione generale)

OSPITE DUETTANTE:

Guè Pequeno

IL NUOVO ALBUM:

Non è ancora stata annunciata alcuna pubblicazione discografica.

TESTO DEL BRANO:

SOLDI
di Mahmood, Dario Faini, Charlie Charles

Edizioni Universal Music Italia/Universal Music Publishing Ricordi – Milano

In periferia fa molto caldo
Mamma stai tranquilla sto arrivando
Te la prenderai per un bugiardo
Ti sembrava amore era altro
Beve champagne sotto Ramadan
Alla TV danno Jackie Chan
Fuma narghilè mi chiede come va
Mi chiede come va come va come va
Sai già come va come va come va
Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo quando perdi l’orgoglio lasci casa in un giorno
Tu dimmi se
Pensavi solo ai soldi soldi
Come se avessi avuto soldi
Dimmi se ti manco o te ne fotti
Mi chiedevi come va come va come va
Adesso come va come va come va
Ciò che devi dire non l’hai detto
Tradire è una pallottola nel petto
Prendi tutta la tua carità
Menti a casa ma lo sai che lo sa
Su una sedia lei mi chiederà
Mi chiede come va come va come va
Sai già come va come va come va
Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo
Quando perdi l’orgoglio
Ho capito in un secondo che tu da me
Volevi solo soldi
Come se avessi avuto soldi
Prima mi parlavi fino a tardi
Mi chiedevi come va come va come va
Adesso come va come va come va
Waladi waladi habibi ta’aleena
Mi dicevi giocando giocando con aria fiera
Waladi waladi habibi sembrava vera
La voglia la voglia di tornare come prima
Io da te non ho voluto soldi…
È difficile stare al mondo
Quando perdi l’orgoglio
Lasci casa in un giorno
Tu dimmi se
Volevi solo soldi soldi
Come se avessi avuto soldi
Lasci la città ma nessuno lo sa
Ieri eri qua ora dove sei papà
Mi chiedi come va come va come va
Sai già come va come va come va

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Ilario Luisetto

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