Precedenti al Festival, giudizi della stampa, quote dei bookmakers, album, tracklist, autori e testo del brano

PARTECIPAZIONI A SANREMO:

Tredicesima partecipazione al Festival di Sanremo per Michele Zarrillo che aveva debuttato alla kermesse canora ligure nel 1981 nella gara con il brano Su quel pianeta libero arrivando a classificarsi all’ottavo posto dietro la vincitrice Alice con ‘Per Elisa’. L’anno seguente, nel 1982, propose la celebre Una rosa blu che, però, non raggiunse la serata finale riservata ai primi 22 artisti in gara.

La prima vittoria arrivò nel 1987 quando, tra le Nuove Proposte, trionfò con La notte dei pensieri riproponendosi, l’anno seguente, tra i Big con Come un giorno di sole (13° posto dietro a Massimo Ranieri con ‘Perdere l’amore’). Il ritorno avvenne nel 1992 quando arrivò 11° con Le strade di Roma (a vincere fu ‘Portami a ballare’ di Luca Barbarossa) per poi replicare nel 1994 e nel 1996 rispettivamente con Cinque giorni (5° posto dietro a Aleandro Baldi con ‘Passerà’) e L’elefante e la farfalla (11° posto dietro a ‘Vorrei incontrarti fra cent’anni’ di Ron e Tosca).

Negli anni 2000 la prima presenza risale al 2001 quando gareggiò con L’acrobata (4° posto dietro ad Elisa con ‘Luce (tramonti a nord-est)’ per poi replicare nel 2002 con Gli angeli (11° posto dietro ai Matia Bazar con ‘Messaggio d’amore’). Altre partecipazioni avvennero nel 2006 con L’alfabeto degli amanti (5° posto dietro a ‘Vorrei avere il becco’ di Povia) e nel 2008 con L’ultimo film insieme (15° posto dietro a Giò di Tonno e Lola Ponce, vincitori con ‘Colpo di fulmine’)L’ultima presenza risale al 2017 quando gareggiò con Mani nelle mani ottenendo l’11° posto dietro a Francesco Gabbani con ‘Occidentali’s karma’.

IL BRANO:

Per la sua nuova partecipazione alla kermesse ligure Michele Zarrillo punta nuovamente su un brano scritto completamente, sia per il testo che per la musica, da lui stesso e Valentina Parisse ed intitolato Nell’estasi o nel fango.

COME NE PARLA LA STAMPA:

“Con un testo non linearissimo, anche lui accetta la sfida del tempo, accelera il ritmo e mira a un falsetto che ricorda Mango. Voto: 5” [Carmen Guadalaxara, Il Tempo]

“Brano squisitamente pop rock Anni 90 per il ritorno di Michele Zarrillo che in una conversazione con un amico esprime tutta la propria stanchezza sia nei sentimenti che nella vita. Ma non c’è tempo di abbattersi, bisogna riscattarsi” [Andrea Conti, Il fatto quotidiano]

“sprint musicale “alla Mango” ma zarrilliano nel cuore e nel testo. Voto 6” [Federico Vacalebre, Il Mattino]

“Un ritorno per cantare la voglia di rischiare, dobbiamo provarci, nell’estasi o nel fango: 5,5” [Gabriella Mancini, Gazzetta]

“Altra canzone d’amore, tanto per cambiare. Evitabile, ma quantomeno non spiacevole da ascoltare. «Navigherò in mare aperto / in capo al mondo / fino a quando lo vorrai anche tu» canta Zarrillo. Brano “intrinsecamente eterogeneo”, capace di una grossa variazione tra strofe e ritornello (con tanto di falsetto). Voto: 6” [Laura Berlinghieri, Amica]

“Anvedi, uno Zarrillo inaspettato. Inizia che sembra Alex Britti, esplode con un ritornello alla “Fatti Avanti Amore” di Nek. Un uptempo di quelli che non ti aspetti da un cantautore come lui. Stavolta non canta neppure l’amore ma il malessere dell’uomo. Vuole essere un inno alla forza di volontà” [Giulio Pasqui, Soundsblog]

“Non si capisce il testo sull’amicizia, anche se Valentina Parisse è brava. Confuso. Zarrillo sa scrivere musica, ma qui si nota soprattutto il mestiere. Voto: 6+” [Marco Mangiarotti, Quotidiano.net]

“Con 13 presenze, è il veterano del Festival (vinse nelle Nuove Proposte nel 1987 con “La notte dei pensieri”). È un Michele Zarrillo più fresco, che si diverte quasi a rappare in qualche passaggio, in un midtempo potente e ritmato con un ritornello vocalmente insidioso. Il risultato, nel suo complesso, fa personalmente un po’ rimpiangere le sue super ballate storiche: il tappeto sonoro ne schiaccia le intenzioni e fa passare il testo, discreto, in secondo piano, lasciando uno stato di confusione” [Andrea Grandi, NewMusic.it]

“Un brano così up-tempo non ce lo si aspetta da un artista come Michele Zarrillo che è sempre stato considerato, a torto, solo un cantore dell’amore in maniera tradizione. Un brano che parte con un pianoforte up-tempo e che prosegue con il ritmo incalzante di una cassa in 4. La canzone ha un bel testo, è ben interpretato e la produzione è interessante, ma questi tre aspetti paiono un po’ troppo distaccati tra loro. Da riascoltare con l’accompagnamento dell’orchestra. “Vorrei fosse vero ma resto ancora in piedi sia nell’estasi o nel fango…”. Voto: 5,5” [Simone Zani, All Music Italia]

“Per chiudere, quasi per rispetto dell’ordine alfabetico, con “Nell’estasi o nel fango” (4) di Michele Zarrillo: se si fermasse alla prima strofa sarebbe da 7, ma quando attacca il ritornello s’inorridisce” [Giuseppe Attardi, Pickline]

“Parte acustica, fa un passaggio in discoteca e si incarta in un terzo momento. Voto: 4,5” [Andrea Laffranchi, Corriere della Sera]

“Figlio di un sound di un’altra era, Zarrillo ci prova ancora e in maniera più veemente di quanto potesse essere auspicabile. Ma è Zarrillo. È comunque Zarrillo. Voto: 5,5” [Christian Pradelli, Mitomorrow]

“Uno dei grandi vecchi del festival si allinea al tono generale con un brano spinto. Al piglio deciso rockeggiante della strofa, fa infatti seguito un sorprendente ritornello dove la melodia classicamente “à la Zarrillo” si appoggia su un ritmo “tunz tunz” con la cassa in quattro in grande evidenza. L’ibrido lascia un po’ perplessi. Da risentire” [Tgcom24]

“Declina la confusione nei rapporti umani di questa epoca, parla di pensieri vaganti e di chi prega e chi mente. Bello il testo di Valentina Parisse.  Il brano termina con l’invito a rischiare un po’ di più. Ecco… Voto: 5/6” [SkyTG24]

“Un pò Alex Britti, un pò Nek, un pò Michele Zarrillo. Ce la mette tutta per stare al passo con i tempi. Bravo Michele! “Non mi importa quanta forza servirà, faccio un respiro più profondo” 6” [InsideMusic]

“Un grande reduce dei grandi festival – nel senso del budget – degli anni Ottanta, torna in Riviera con un pezzo che parla dell’amicizia, parte latineggiante e approda a un ritornello ballabile che sembra un prodotto dell’ultimo Nek: «Vorrei fosse vero/ Vorrei ora è chiaro/ Sto qui come vedi/ Io resto ancora in piedi/ Sia nell’estasi o nel fango». Zarrillo che prova a non fare Zarrillo. Straniante” [Il Sole 24 ore]

VOTO MEDIO DELLA CRITICA:

5.46 / 10 (20° posizione generale)

QUOTE SNAI:

20.00 (13° posizione generale)

CANZONE PER SANREMO ’70:

Deborah con Fausto Leali (Fausto Leali / Wilson Pickett – Sanremo 1968)

IL NUOVO ALBUM:

Al momento non è ancora stata annunciata alcuna pubblicazione discografica.

TESTO DEL BRANO:

NELL’ESTASI O NEL FANGO
di Valentina Parisse, Michele Zarrillo
Edizioni Starpoint International/Gli Assolati Vetri – Roma

Non basta una promessa
E nemmeno una risposta
Alle parole ormai non credo quasi più
Ho voglia di spezzare il mio silenzio
Ritrovare un po’ di pace
E il coraggio che non c’è
Amico ti capisco
Questo sguardo lo conosco
Anche tu sei stanco proprio come me
Sei stanco di cercare una ragione
Ed immagini un abbraccio
Che non ti ferisca più, mai più
Vorrei fosse vero
Vorrei ora è chiaro
Sto qui come vedi
Io resto ancora in piedi
Sia nell’estasi o nel fango
Non mi importa
Quanta forza servirà
Navigherò in mare aperto
In capo al mondo
Fino a quando lo vorrai anche tu
Confuso tra la gente
C’è chi prega e c’è chi mente
E chi parla anche di cose che non sa
Vicini ma a distanza
Da uno schermo in una stanza
Ma non cambia
Quanta poca umanità
Ho voglia di guardarti dritto in faccia
Dirti tutto e di parlarti come non ho fatto mai
E vivere ogni istante con chi adesso è più importante
Farmi avanti non tornare indietro più
Vorrei fosse vero
Vorrei ora è chiaro
Sto qui come vedi
Io resto ancora in piedi
Sia nell’estasi o nel fango
Non mi importa
Quanta forza servirà
Anche nel buio più profondo
Della notte io lo so non mi perderò
Il mio pensiero vaga verso nuove stelle
Arriva fino all’infinito e non si ferma da quassù
E mi ritrovo più distante e più leggero
Dove tutto è differente e la paura non c’è più
E tutto il tempo che ci resta non ci basta
…Non ci basta
Vorrei fosse vero
Ma resto ancora in piedi
Sia nell’estasi o nel fango
Non mi importa
Quanta forza servirà
Faccio un respiro più profondo
Sono pronto
A rischiare un po’ di più, un po’ di più
…Di più

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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