Sanremo 2022 pagelle

Diamo i voti in diretta a tutte le esibizioni della prima serata del Festival di Sanremo 2022

E’ arrivato il momento. Si alza il sipario sul Festival di Sanremo 2022! In questa prima serata scopriremo le canzoni di 13 artisti in gara (qui la scaletta con l’ordine di uscita) e spezzeremo il ritmo della gara con tanti attesissimi ospiti (qui per scoprirli tutti). Noi e le nostre pagelle in diretta, però, ci siamo, come sempre!

Sangiovanni – Farfalle

E’ un grande mix di riferimenti la proposta di Sangiovanni che mette insieme l’elettronica al suo abituale stile di un cantato a tratti graffiato. Di mezzo, però, ci va pure un piglio più dance dell’inciso che in versione studio sicuramente sarà ancora più trascinante e funzionale di quanto la resa live (già più che buona) ha garantito. A Sanremo ci arrivava per trovare un nuovo tormentone e pare proprio che ci possa essere riuscito facendo addirittura meglio di quanto ci si potesse aspettare. VOTO: 7.5

Giovanni Truppi – Tuo padre, mia madre, Lucia

Il vincitore del premio Lunezia per il miglior testo ha effettivamente le migliori liriche di questa edizione ma il valore di tutto questo si perde nel marasma di una forma-canzone che non riesce a coinvolgere mai del tutto. L’orchestrazione accompagna il brano con piacevolezza lungo una struttura classica ma il brano convince poco in sè a causa di una “pesantezza” musicale a cui, ahimè, non siamo più abituati. E forse in un Festival che vuole guardare alla contemporaneità questo è un malus. Peccato. VOTO: 6-

Le Vibrazioni – Tantissimo

Ritorno più rock per Francesco Sarcina e soci rispetto a quella che fu la dimensione più delicata dell’ultima Dov’è. L’energia è garantita anche dal piglio vocale di Sarcina che in questo pezzo trova tutti i suoi appigli per esprimersi al meglio con la propria timbrica. Funziona l’accostamento tra le chitarre e le tastiere nell’arrangiamento ma il focus del pezzo è il bello special d’intermezzo che appiana la struttura per un ultimo vitale inciso. VOTO: 6.5

Emma – Ogni volta è così

Parte unendo una voce delicata ad una sessione che guarda all’universo sintetico ed elettronica. Poi la voce si apre e si spacca in un graffiato che Emma ha spesso messo in scena anche se qui viene addirittura enfatizzato probabilmente dall’emozione. Il brano non è dei più impattanti e, forse, dalla forma-canzone adottata dalle strofe ci si sarebbe potuti aspettare un ritornello meno cantato e meno melodico. Emma si rinnova senza tuttavia tradirsi e la canzone trae beneficio. Lei è potente, convinta e la canzone trae giovamento dal suo crederci. VOTO: 7/8

Matteo Romano – Virale

Scrive anche l’ex Benji & Fede (Federico Rossi) e da al pezzo del giovane Matteo Romano qualche pizzico di freschezza con rime che si chiudono serrate. Il brano è un pop d’oggi che sfrutta l’orchestra per dare volume al suo arrangiamento e che gioca tra continui stop-and-go. Piacerà soprattutto al pubblico giovane a cui aspira ma risulterà un po’ troppo fanciullesco al pubblico più adulto. Esattamente come rischiava di poter essere. Certo è che rimane un pop-adolescenziale. VOTO: 5

Iva Zanicchi – Voglio amarti

Iva è carica come non mai e la sua canzone racconta tutta questa carica trasformandola in una passione sfrenata. Esce allo scoperto una voce graffiata dal tempo che comunque trasmette vita ed esperienza pur calcando la mano un po’ troppo in alcuni punti. Il brano è sicuramente d’impostazione classica e solo l’assolo di chitarra regala un briciolo di sorpresa all’ascolto. Iva Zanicchi, però, è questo ed è bello che non si sia persa per andare incontro ad una attualità discografica che non avrebbe senso nel suo repertorio. VOTO: 6.5

Ditonellapiaga e Rettore – Chimica

Molto Rettore-style questo brano che ha il mordente giusto per funzionare in radio e non solo. Margherita (Ditonellapiaga) ha il potenziale giusto per farsi valere su di un panorama musicale al femminile che è alla ricerca di novità su cui scommettere. Il punto che lascia perplessi è lo special che rallenta il pezzo e stravolge la canzone portandola su altri binari prima di tornare sull’inciso martellante che è il vero punto focale della canzone. Insieme le due funzionano anche sul palco (certo, la regia potrebbe aiutare e valorizzarle maggiormente). VOTO: 7

Elisa – O forse sei tu

Scende le scale con un’aurea angelica ed il pubblico (giustamente) tributa il suo nome. Il pezzo cresce con progressività prendendosi il giusto tempo per arrivare alla pienezza del suono e della voce. Il testo evoca quella “stupida voglia di vivere sempre” risultando poetico fin da subito. La magia di cui Elisa è capace nella scrittura si rivela quando entrano in gioco le doppie voci rendendo dinamico il cantato prima che questo esploda e si manifesti grandioso. Siamo di fronte ad una grandissima artista con una bella (e complessa) canzone e tanto tanto coraggio di rimettersi in gara. Sublime. VOTO: 8/9

Fabrizio Moro – Sei tu

Fabrizio Moro si gioca la carta della ballata sanremese mettendo in campo un pezzo pop che cresce con progressività con le giuste sottolineature della sua voce sempre sabbiosa e viscerale. La chiave della scrittura è quella di una dedica d’amore che Fabrizio interpreta con la sua consueta verve energica e sentita. L’interpretazione, forse, poteva spingersi persino oltre per sostenere un pezzo che, seppur bello, non è forse il miglior episodio sanremese che il talentuosissimo cantautore romano ha regalato al pubblico nel corso della sua carriera. VOTO: 7.5

Tananai – Sesso occasionale

Non è precisa l’interpretazione vocale di Tananai che nonostante tutto è dotato di una scrittura fresca, moderna ed accattivante. La cosa si rivela, però, piuttosto penalizzante ai fini di un’esibizione che, considerando il suo arrivo dai giovani, avrebbe avuto bisogno di essere perfetta ed impeccabile anche tecnicamente. La canzone, però, merita dell’appello del secondo ascolto per capire se davvero dispone della forza sufficiente per affermarsi comunque. VOTO: 5.5

Irama – Ovunque sarai

E’ un Irama delicatissimo che sceglie la partenza con il pianoforte e che poi cresce con progressività nel corso della canzone. Convince poco la scelta dei finali di parole così prolungati e quella di affidarsi ad una correzione vocale nei punti salienti del ritornello. Nonostante questo, però, l’emotività del brano arriva tutta e potente a destinazione testimoniando anche l’esigenza di una musica più viscerale, autentica, profonda in un repertorio fatto spesso di leggerezza e spensieratezza. VOTO: 7/8

Aka 7even – Perfetta così

Spinge sull’acceleratore il giovane partenopeo Aka 7even che tira fuori anche una buona sicurezza vocale per spingere una canzone che ha la sua freschezza ma che paga lo scotto di essere tutta un po’ troppo “urlata”. Aka 7even ha dimostrato di poter mettere in campo anche una scrittura un po’ più matura di questa e probabilmente questo non è il suo episodio migliore pur rimanendo in linea con le aspettative. Da riascoltare. VOTO: 6

Highsnob e Hu – Abbi cura di te

E’ un bel duetto quello che unisce questi due artisti così diversi eppur ben amalgamati insieme. Highsnob si addolcisce rispetto ai suoi standard cantando in chiave pop. Hu, invece, rinuncia a gran parte delle sue sperimentazioni sonore appoggiando un arrangiamento più orchestrale e classico di quello che ci si potrebbe aspettare. Il risultato finale non rappresenta davvero il mondo di nessuno dei due ma si rivela un compromesso che comunque è sufficientemente prevedibile eppure funzionale. VOTO: 6.5

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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