Sanremo 2026, Carlo Conti: “È stata un’altra esaltante edizione”
Carlo Conti racconta il suo quinto Festival di Sanremo dopo il termine dell’ultima serata, andata in scena sabato 28 febbraio 2026
Archiviata la 76esima edizione del Festival di Sanremo, Carlo Conti traccia un bilancio più che positivo. Intervenuto a RTL 102.5 all’interno de “L’indignato speciale” con Enrico Galletti e Barbara Sala, il conduttore e direttore artistico ha parlato di un’edizione entusiasmante, ricca di soddisfazioni e risultati importanti.
«È stata un’altra esaltante edizione, sono molto contento e non posso far altro che ringraziare il pubblico prima di tutto», ha dichiarato Conti. Un ringraziamento esteso anche alle radio, che fin dalle prime ore successive alla finale hanno iniziato a programmare i brani in gara. «Per me, da vecchio DJ, la soddisfazione più grande è sentire le canzoni in radio e vedere che girano, che funzionano. Vuol dire che arriveranno alla gente anche grazie alle vostre frequenze».
Il bilancio, dunque, è «estremamente positivo». Conti ha sottolineato anche il clima vissuto durante la settimana: «Mi sono divertito, con Laura Pausini c’è stato un meraviglioso feeling, così come con tutti gli altri compagni di viaggio». Non sono mancati i risultati sul fronte degli ascolti: «Qualche record l’ho battuto, per esempio quello della terza serata. Anche la finale diventa il terzo miglior risultato in share di sempre. Sono molto, molto contento di questa edizione».
Tra i momenti più simbolici di Sanremo 2026, il passaggio di consegne a Stefano De Martino, ufficializzato in diretta durante la finale. «È stato qualcosa di unico. Ci tenevo molto, anche perché questo Festival l’ho dedicato a Pippo Baudo, quindi in qualche modo al passato. Ho voluto essere il passaggio tra il passato e il futuro verso Stefano».
Conti ha precisato che si è trattato di una scelta condivisa con la Rai, sottolineando l’importanza di unire direzione artistica e conduzione: «È come un sarto che si cuce addosso un abito con le stoffe che trova. È giusto che uno si assuma le responsabilità, nel bene e nel male».
Poi uno sguardo personale al futuro: «Tra poco andrò all’ultima conferenza stampa dell’ultimo Sanremo. Come tutte le cose belle, c’è un inizio e una fine. Poi, come diceva il mio illustre concittadino, “del doman non v’è certezza”. Magari spero di tornarci, ma per ora è meglio concludere questo ciclo».
Conti ha infine ricordato un dato significativo: dopo i 13 Festival di Baudo e i 12 di Mike Bongiorno, lui e Amadeus hanno guidato la kermesse per cinque edizioni ciascuno. «E non è poco. Se sono arrivato dove sono arrivato lo devo soltanto al pubblico. Contano i fatti, non le chiacchiere». Sanremo 2026 si chiude così, tra record, gratitudine e un testimone già passato al futuro.