Sanremo 2026, Carlo Conti: “L’intera edizione sarà dedicata a Pippo Baudo, fin dalla sigla”
Ospiti internazionali, omaggi storici e autonomia artistica: Carlo Conti racconta il suo quinto Festival di Sanremo, annunciando la dedica a Pippo Baudo
Un Festival nel segno della memoria, della gratitudine e della continuità. Carlo Conti, conduttore e direttore artistico di Sanremo 2026, ha annunciato a RTL 102.5 (ospite di “Giletti 102.5” con Massimo Giletti, Barbara Sala e Luigi Santarelli) che la 76esima edizione della kermesse sarà interamente dedicata a Pippo Baudo.
«L’intera edizione di quest’anno sarà dedicata a Pippo Baudo e lo scoprirete fin dalla sigla», ha dichiarato Conti. Un omaggio che partirà proprio dall’apertura del Festival e che accompagnerà tutta la settimana. «Ogni volta che ci sarà un ospite lanciato da lui, magari lo farò proprio presentare da lui», ha aggiunto, lasciando intendere un coinvolgimento simbolico ma significativo del grande maestro della televisione italiana.
Tra le anticipazioni più attese, anche i grandi nomi della musica internazionale. Nella terza serata, quella del giovedì, saliranno sul palco dell’Ariston Eros Ramazzotti e Alicia Keys. «Sarà un momento musicale molto importante, molto bello», ha sottolineato Conti.
Non solo musica: il direttore artistico ha anche espresso il desiderio di celebrare i successi dello sport italiano. «Magari sarebbe bello vedere un gruppo di medaglisti e festeggiare sul palco di Sanremo i risultati fantastici dei nostri atleti e delle nostre atlete». Un Festival che guarda quindi anche all’orgoglio nazionale.
Non poteva mancare un riferimento alle polemiche legate alla presenza (poi saltata) di Andrea Pucci. Conti ha ribadito con fermezza la totale autonomia della direzione artistica: «Abbiamo assoluta carta bianca. Nessuno si permette di interferire. Se faccio degli errori, sono soltanto per colpa mia».
Ha spiegato che la scelta di coinvolgere Pucci è stata personale e professionale, ricordando i successi teatrali del comico e le sue partecipazioni televisive. «Sanremo è nell’occhio del ciclone, è un’occasione per parlare o sparlare. Spero che quando inizierà il Festival si torni a parlare solo di musica, dei cantanti e delle canzoni, con leggerezza».
Guardando al futuro, Carlo Conti ha definito questa edizione “la quinta”, un numero simbolico. «Due la prima gestione, due la seconda: cinque è perfetto per smettere». Negli ultimi anni, ha ricordato, la direzione artistica è stata condivisa tra lui, Amadeus e Claudio Baglioni. «Abbiamo fatto un grande lavoro, ma ogni tanto è bello cambiare».
Conti ha raccontato anche la sua routine durante la settimana festivaliera: conferenze stampa al mattino, prove, riunioni di scaletta, incontri con i co-conduttori. «La conduzione è la punta dell’iceberg. La direzione artistica significa seguire tutto: luci, prove, dettagli, idee».
Nonostante il ritmo serrato, c’è un segreto che lo aiuta a restare sereno: «Dormo sette, otto ore filate. Forse è anche questo il motivo della mia tranquillità». Nel giorno dedicato alla radio, infine, Carlo Conti ha anche confessato il suo legame profondo con questo mezzo: «È il mio primo grande amore. Forse un giorno lascerò la televisione per tornare alla radio. Chi lo sa, magari per chiudere un cerchio».