Sanremo 2026, Ditonellapiaga: “Che fastidio!? Un libero sfogo”
Ditonellapiaga si racconta in conferenza stampa, all’indomani del ritorno a Sanremo 2026 con “Che fastidio!”. Le parole della cantautrice romana. A cura di Paola Tosetti
Ditonellapiaga arriva alla 76esima edizione del Festival di Sanremo con un brano che lei stessa definisce “pungente, irriverente e club”. “Che fastidio!” è un pezzo che segna una nuova fase del suo percorso artistico e personale.
In conferenza stampa ha spiegato di aver scelto consapevolmente di incarnare ancora di più il senso del suo nome d’arte: “In questo pezzo ho deciso di sposare sempre più il significato del mio nome, che rispecchia il mio modo di fare musica: molto provocatorio, simpatico e che un po’ stuzzica. Il mio intento non è puntare il dito per giudicare ma è piuttosto uno stuzzichio su certi cliché”. Non un attacco quindi, ma una provocazione intelligente, capace di far riflettere senza moralismi.
Il brano nasce come un libero sfogo. L’artista racconta un momento di crisi e trasformazione: “È prima di tutto una riflessione tra me stessa, uno sfogo personale”.
La “festa” che descrive nel testo non è solo divertimento, ma un espediente narrativo: “La festa che racconto è un modo per raccontare un improvviso senso di smarrimento nei confronti del mondo che mi circonda e notare cose che fino a prima erano normali e ora vedo come fastidiose”.
Un senso di disorientamento che diventa consapevolezza. “Il pezzo è un libero sfogo. È arrivato un momento della mia vita in cui vedevo un’immagine di me in cui non riuscivo ad abbracciarmi… avevo bisogno di sfogarmi”.
Per Ditonellapiaga questo brano rappresenta uno spartiacque: “C’è un prima e un dopo questo pezzo.” Una canzone che unisce ritmo e introspezione, ironia e critica, confermando la sua identità artistica provocatoria ma mai giudicante.
articolo di Paola Tosetti