Sanremo 2026: Ditonellapiaga la recensione di “Che fastidio!”
Un pezzo pungente e sfacciato che ha conquistato la stampa, ma che dal vivo potrebbe rivelare un volto diverso. Ditonellapiaga torna per la seconda volta a Sanremo con “Che fastidio!”
Torna per la seconda volta a Sanremo Margherita Carducci, in arte Ditonellapiaga, e lo fa con un pezzo pruriginoso intitolato “Che fastidio!”, scritto a quattro mani con Davide Castroni e musicato insieme a Edoardo Ruzzi e Alessandro Casagni. Dopo aver anticipato il nostro giudizio con le consuete pagelle realizzate dopo l’ascolto in anteprima riservato alla stampa, approfondiamo il senso e il suono della canzone.
Ditonellapiaga, la recensione di “Che fastidio!”
Ditonellapiaga, questa volta, sembra quasi trasformarsi in Miss Keta: invece di togliere la maschera, se la mette. “Che fastidio!” è un brano che gioca apertamente sull’ironia, sull’impertinenza, su una sfacciataggine volutamente provocatoria.
Sulla carta è tutto piuttosto chiaro: un pezzo leggero, pungente, divertito, che vuole fotografare quel senso di insofferenza quotidiana che tutti conosciamo bene. A ‘sto giro, più che di chimica, è una questione di sopportazione, giusto per citare il famoso verso della canzone con cui quattro anni fa ha debuttato al Festival in coppia con Donatella Rettore.
Il messaggio di “Che fastidio!” arriva, sì. Ma musicalmente l’effetto è particolare: quel fastidio non resta solo raccontato, si trasferisce direttamente all’ascolto. È come se la canzone riuscisse perfettamente a evocare ciò che descrive… forse fin troppo. L’umorismo c’è, l’intenzione pure, ma non sempre basta a rendere il tutto davvero irresistibile. Il rischio della ripetizione e quello di poter far sgonfiare il pezzo già dopo qualche ascolto.
Eppure va detto: “Che fastidio!” ha convinto quasi all’unisono la stampa italiana. Il pezzo è stato accolto con entusiasmo e curiosità, segno che Ditonellapiaga continua a essere una delle voci più interessanti e originali del nuovo pop italiano. Io, personalmente, non impazzisco per i pezzi iper prodotti che dal vivo vengono snaturati dall’adattamento con strumenti veri e dall’ausilio dei coristi che si aggregano inevitabilmente al contesto. Di certo c’è che Ditonellapiaga torna a Sanremo con una proposta coraggiosa e particolare, che provoca e incuriosisce.