Sanremo 2026, Nayt e Joan Thiele insieme nella serata cover con “La canzone dell’amore perduto”

Nayt Joan Thiele

Carlo Conti ha svelato i duetti della serata cover di Sanremo 2026, tra i protagonisti Nayt e Joan Thiele che interpreteranno “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De Andrè

Ci sarà anche una canzone di Fabrizio De André tra i brani scelti per la serata dedicata a duetti e cover di Sanremo 2026, in programma dal 24 al 28 febbraio al Teatro Ariston. A omaggiare il grande cantautore genovese saranno Nayt e Joan Thiele, che interpreteranno “La canzone dell’amore perduto”, brano pubblicato nel 1966 e tra i più intensi e poetici del repertorio del cantautore genovese.

Rivisitare De André non è mai un’operazione neutra. I suoi brani portano con sé un peso culturale e poetico che spesso divide pubblico e critica quando vengono reinterpretati. Negli ultimi anni la serata cover ha già visto confronti importanti con la sua opera: nel 2023 era toccato a Madame, insieme a Izi, con “Via del Campo”. Lo scorso anno gli omaggi sono stati addirittura due: Olly, poi vincitore con “Balorda nostalgia”, si era esibito ne “Il pescatore” con Goran Bregović, mentre Bresh aveva scelto “Crêuza de mä” in duetto con Cristiano De André. Anche quest’anno, dunque, l’eredità di Faber torna protagonista sul palco dell’Ariston.

Sanremo 2026: Nayt al debutto, Joan Thiele al ritorno

Per Nayt si tratta del debutto assoluto al Festival: il rapper romano è in gara con “Prima che”, brano che segna un nuovo capitolo del suo percorso artistico. La scelta di misurarsi con “La canzone dell’amore perduto” suggerisce la volontà di confrontarsi con una scrittura lirica e sentimentale lontana dai territori più urban che lo hanno reso noto.

Per Joan Thiele, invece, è un ritorno dopo il fortunato esordio dello scorso anno con “Eco”. Artista dalla forte identità sonora, capace di fondere atmosfere internazionali e sensibilità autoriale, Thiele potrebbe offrire una chiave interpretativa elegante e contemporanea a un brano che parla di amore, tempo e rimpianto. La loro versione de “La canzone dell’amore perduto” sarà inevitabilmente sotto osservazione, tra rispetto della tradizione e rilettura personale.

Scritto da Nico Donvito
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