Sanremo 2026, Serena Brancale emoziona l’Ariston e ipoteca la vittoria?

Sanremo Serena Brancale vittoria

Durante la finale di Sanremo 2026, Serena Brancale emoziona l’Ariston e mette un sigillo sull’ipotetica vittoria. La sua ultima performance di “Qui con me” convince e resta tra le favorite

Il Festival di Sanremo 2026 entra nel vivo della sua serata finale e tra le esibizioni più acclamate spicca quella di Serena Brancale, che ha conquistato il pubblico dell’Ariston con la sua “Qui con me”.

L’atmosfera in teatro è stata carica di energia sin dai primi istanti della sua esibizione. Serena ha regalato un’interpretazione intensa e potente, portando sul palco un brano che racconta un “sentimento universale”. La sua voce sicura e l’emozione palpabile hanno creato una connessione immediata con il pubblico, che lo ha ricambiato con un lunghissimo applauso al termine della canzone.

C’è una differenza enorme tra cantare un’emozione e viverla davvero dentro una canzone. “Qui con me” appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il brano che Serena Brancale porta in gara è una lettera aperta, intensa, dedicata a quella che lei stessa definisce la persona più importante della sua vita: sua madre, scomparsa nel 2020. E si sente. Si sente tutto. Non c’è bisogno di effetti, di costruzioni, di sovrastrutture: l’emozione arriva piena, diretta, autentica.

Dopo l’energia travolgente di “Anema e core” e la brillantezza di “Serenata”, qui Serena cambia completamente registro. La “zia” irriverente, magnetica, trascinante si mette da parte, lasciando spazio semplicemente a Serena: una figlia, prima ancora che un’artista, con l’urgenza di dire qualcosa a chi non c’è più… e inevitabilmente anche a tutti noi.

È un lato nuovo, soprattutto per il grande pubblico, che forse fino ad ora aveva intravisto solo una porzione del suo mondo. In “Qui con me” emerge invece tutta la profondità, la fragilità, la verità. È una canzone che non cerca il colpo di scena: cerca la presenza. E la trova. Sul palco porta con sé soltanto la voce, non serve nient’altro. Una scelta essenziale, quasi radicale, ma più che mai necessaria

Scritto da Nico Donvito
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