Sanremo 2026, Tredici Pietro: “Per me un uomo che cade è un individuo che tenta”
Tredici Pietro racconta in conferenza stampa, all’indomani del debutto a Sanremo 2026 con “Uomo che cade”. Le parole della cantautore bolognese. A cura di Paola Tosetti
Tredici Pietro porta al Festival di Sanremo il brano “Uomo che cade”, una canzone che racconta il valore del fallimento e del tentativo. «Questo brano parla di quanto è bello cadere», spiega l’artista, sottolineando quanto gli errori siano parte fondamentale del percorso di crescita. «Se ho la fortuna di essere intervistato è perché ci ho provato tante volte, e una mi è andata bene. Sono caduto tante volte. È importante non dire mai di no a sé stessi ma provarci sempre».
Il titolo inizialmente era diverso: «Inizialmente si chiamava “bimbo che cade” perché non mi sentivo di denominarmi uomo». Poi è arrivata una nuova consapevolezza: «Per me uomo che cade è uomo che tenta, uomo che cade provandoci. L’esistenza è un vortice… voglio mettere in evidenza che la caduta è la figlia diretta del tentativo, del provarci. O ci proviamo noi o non ci proverà nessuno per noi». Un messaggio che diventa universale: in fondo, siamo tutti uomini che cadono.
Parlando del rapporto con il padre, Gianni Morandi, Tredici Pietro esprime grande stima ma anche il desiderio di affermare la propria identità: «Il mio intento è continuare a fare capire che io sono io, non sono mio padre, anche se lo reputo un complimento bellissimo».
Tra i ricordi più intensi di questa esperienza sanremese, ciò che lo emoziona di più è il contatto con i giovani: «Una delle cose più belle che mi porto a casa da questo festival, la cosa che mi sta facendo commuovere è stare con i ragazzi… sento tanto vicini a me e alla mia storia i bambini e i ragazzi che incontro».