Sanremo 2026, Welo firma il nuovo jingle: “Per me è un onore incredibile”
Il rapper salentino rielabora “Emigrato” per il Festival 2026: una scelta voluta da Carlo Conti durante la finale di Sarà Sanremo. Il commento di Welo
Il Festival di Sanremo 2026 parlerà anche salentino. A firmare il nuovo jingle della kermesse sarà Welo (qui la nostra recente intervista), giovane rapper leccese, che rielaborerà il suo brano “Emigrato” in una versione inedita pensata appositamente per accompagnare musicalmente la kermesse.
Una scelta che porta la firma di Carlo Conti, direttore artistico della manifestazione, che ha deciso di ripescare la canzone dopo l’esperienza di Welo a Sanremo Giovani, dove l’artista era arrivato a un passo dal palco dell’Ariston. Un’operazione che richiama quanto avvenuto lo scorso anno con Gabry Ponte e la sua “Tutta l’Italia“, diventata uno dei simboli della passata edizione del Festival.
La notizia ha colto di sorpresa lo stesso Welo, come raccontato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, a firma di Barbara Visentin: «Lì per lì è stato così inaspettato che me ne sono anche scordato. La mattina dopo, appena ho recuperato lucidità, ho realizzato. Per me è un onore incredibile, a 26 anni, rappresentare una cosa del genere».
Il jingle è già stato consegnato all’organizzazione del Festival. Welo ha spiegato di aver lavorato al progetto senza esitazioni: «Ci ho messo due giorni, non ho perso tempo. Sarà sostanzialmente “Emigrato”, ma un po’ rivista». Un adattamento che manterrà intatto il cuore del brano, rendendolo però funzionale al contesto televisivo e simbolico di Sanremo.
Dietro il nome d’arte Welo c’è Manuel Mariano, classe 1999, che in “Emigrato” ha raccontato il sud Italia senza filtri né cartoline. Un testo che affronta temi complessi come l’assenza dello Stato, il lavoro in nero, le partenze forzate e le speranze tradite, ma anche le contraddizioni interne di chi vive quei territori: «Racconto sia le cose buone che quelle brutte, quel che vivo intorno a me. La cosa fondamentale è che il filo narrativo sia vero», ha spiegato il rapper, sottolineando anche l’importanza dell’autocritica, sempre filtrata dall’ironia.
Nel racconto di Welo emerge anche un forte senso di appartenenza territoriale. Tra gli artisti salentini, infatti, il sostegno reciproco non manca. A fargli sentire subito la propria vicinanza è stato Giuliano Sangiorgi: «Credo che qui ci sosteniamo per rispetto reale, più che per fare i numeri insieme», ha concluso l’artista, rimarcando una differenza culturale netta rispetto a certi meccanismi dell’industria musicale: «Non è scontato ed è molto bello».