Sanremo 2026, Welo: “Per me è un orgoglio firmare il jingle ufficiale”

Sanremo Welo

Welo si racconta in conferenza stampa, per parlare della sua presenza a Sanremo 2026 come interprete del jingle ufficiale “Emigrato (italiano)”. A cura di Paola Tosetti

Si intitola “Emigrato (italiano)” la sigla di questa 76esima edizione del Festival di Sanremo, affidata a Welo. Un brano identitario, che parla di radici, appartenenza e orgoglio, e che per l’artista rappresenta molto più di un semplice incarico musicale.

In conferenza stampa, alla domanda su come viva il peso e la responsabilità di questo ruolo, Welo ha risposto con lucidità: “Per me è un orgoglio fare qualcosa per la mia città. So che non potrò cambiare le cose ma almeno provo a metterci del mio”. Parole che raccontano il senso di appartenenza e il desiderio di restituire qualcosa attraverso la musica.

Fondamentale, in questo percorso, il sostegno del direttore artistico Carlo Conti: “Carlo non posso che ringraziarlo per questa opportunità enorme. Credere nei giovani è importante. Spero di non deluderlo… a lui è piaciuta un sacco la sigla”. Un ruolo che Welo vive con gratitudine e responsabilità, consapevole della vetrina prestigiosa che il Festival rappresenta.

Dietro “Emigrato (italiano)” c’è però anche una storia personale intensa. L’artista non nasconde quanto la musica sia stata centrale nella sua vita: “Ho avuto una vita travagliata e la musica ha risolto tutto. È l’unica cosa che mi fa stare davvero bene”.

Una dichiarazione che dà ancora più forza alla sigla del Festival: non solo un brano d’apertura, ma un manifesto personale, nato da un percorso di difficoltà e riscatto. Con “Emigrato (italiano)”, Welo porta sul palco dell’Ariston la sua storia, il suo orgoglio e la convinzione che la musica possa essere una forma di salvezza.

articolo di Paola Tosetti

Scritto da Nico Donvito
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