Sanremo 2027, Anna: “Non lo sento nelle mie corde, ma l’Eurovision…”
In attesa di scoprire dettagli che ci aiutano a scoprire quel che sarà Sanremo 2027, in diverse interviste Anna ha rotto ogni riserbo e ribadito il suo punto di vista sul Festival
Sanremo 2027 è ancora lontano, eppure c’è già tanta attesa e curiosità attorno ai nomi dei possibili cantanti in gara. Tra i rappresentanti della Gen Z la più gettonata pare essere Anna, che negli ultimi anni ha sempre smentito un suo interessamento. Anche questa volta, in occasione dell’uscita dell’album “Million Dollar Babe”, la giovane rapper sembra aver ribadito la sua posizione in diverse interviste.
Sul Corriere della Sera, al quesito di Andrea Laffranchi (“Se un giorno dovesse andare a Sanremo preferirebbe vincere il Festival o la serata che offre la qualifica all’Eurovision?”), Anna ha replicato: «Eurovision. Per i miei show vorrei un palco come quello e sento che potrei fare un figata per portare in alto la bandiera italiana e rendere più digeribile la nostra musica all’estero».
Tra le pagine dell’Adnkronos, invece, alla domanda diretta su una sua possibile partecipazione al Festival di Sanremo, la performer spezzina classe 2003 ha risposto: «Non lo vedo tanto nelle mie corde. Più che altro lo guardo perché è una cosa tradizionale, però non mi sento di dover partecipare a una competizione, non mi sento di dover competere. Non è un format in cui mi vedrei bene, non credo mi rispecchi».
Dichiarazione analoga rispetto a quella riportata da Andrea Spinelli sul Quotidiano Nazionale: «Sanremo? Non mi ci vedo artisticamente e non mi sento in linea con l’idea della competizione. Semmai mi piacerebbe andare come ospite nella serata delle cover con qualcosa nelle mie corde; che so, un pezzo pazzo come “Hello Kitty” in una chiave estrema, magari assieme a Levante, che è una grande e mi piace moltissimo».
Insomma, niente di nuovo sul fronte occidentale, giusto per citare il noto romanzo di Remarque. Anna ha ribadito il suo punto di vista a proposito del Festival di Sanremo, chiamandosi fuori dai giochi. Paradossalmente ha mostrato interesse nei confronti dell’Eurovision Song Contest, che forse non conosce poi così tanto bene. Per due motivi: l’immaginario del palcoscenico pieno di mille mila ballerini è lontano anni luce dalla realtà. Chi segue abitualmente la competizione canora europea, sa benissimo che c’è un massimo di sei unità presenti sul palco. Poi c’è il discorso legato all’autotune, che all’ESC non è ammesso da regolamento. E qui come la mettiamo?
Qualcuno dovrebbe spiegare ad Anna che, semmai fosse interessata a prendere parte a una competizione canora, sarebbe proprio il Festival di Sanremo il posto ideale per lei, sia per il tipo di musica che propone che per il tipo di pubblico che cerca. Forse ne conserva solo ricordi di quando era bambina e negli ultimi anni, presa dai molteplici impegni, non è riuscita a seguirlo a dovere, ma non è più un contesto così tradizionale come pensa. L’evento si è evoluto ed è stato sdoganato da diversi colleghi con cui lei stessa ha collaborato. Ad alcuni è andata benissimo in termini di classifica, come nel caso di Lazza, ad altri meno, se pensiamo a Tony Effe, ma in entrambi i casi i loro numeri social e streaming sono sicuramente aumentati, andando a intercettare target differenti, allargando di conseguenza il proprio pubblico. Ergo, una riflessione più approfondita magari la farei.