Sanremo 2027: Morgan: “Merita di più, merita la musica. De Martino? L’ho conosciuto come ballerino”
Intervenuto alla Festa del Cinema di Roma per la presentazione del documentario “Non importa dove”, Morgan critica la gestione del Festival di Sanremo e auspica una maggiore attenzione alla qualità musicale
Morgan torna a parlare del Festival di Sanremo e lo fa con dichiarazioni che chiamano in causa il ruolo culturale della manifestazione, la gestione della Rai e le scelte artistiche che ne hanno caratterizzato le ultime edizioni. In occasione della Festa del Cinema di Roma, dove è stato presentato “Non importa dove“, documentario sulla sua vita diretto da Francesco Fei e Consuelo Moschella, il cantautore ha espresso le proprie considerazioni sulla kermesse, soffermandosi anche sulla prossima edizione, in programma al Teatro Ariston dal 16 al 20 febbraio 2027, la prima affidata alla conduzione e alla direzione artistica di Stefano De Martino.
Il giudizio di Morgan parte dal valore che il Festival continua a rivestire nel panorama televisivo italiano, grazie alla sua capacità di riportare al centro dell’attenzione la canzone e di riunire davanti allo schermo un pubblico trasversale: «Sanremo è una delle poche occasioni in cui la televisione si concentra sulla canzone e io amo la forma canzone», ha dichiarato, come riportato dall’Ansa. Un appuntamento che, secondo l’artista, trascende la dimensione dello spettacolo per diventare un rituale collettivo, profondamente radicato nelle abitudini del Paese.
«Sanremo è come Natale, perché è uno dei pochi momenti, da tanti anni, in cui l’Italia, la famiglia si unisce. C’è Natale, Sanremo, poi Pasqua… anche se è meno potente – ha aggiunto scherzando – è veramente radicato nella famiglia italiana, nella cultura della tradizione italiana, è un’occasione meravigliosa». Una centralità che, a suo avviso, non dipende necessariamente dalle singole direzioni artistiche che si sono succedute alla guida della manifestazione, ma dalla forza stessa di un’istituzione capace di attraversare epoche e cambiamenti.
È proprio sul rapporto tra il valore storico del Festival e la sua gestione che si concentra la parte più critica dell’intervento. Per Morgan, il Festival di Sanremo dovrebbe essere considerato una risorsa culturale nazionale, alla quale dedicare competenze e investimenti adeguati alla sua rilevanza: «Parliamo di un’istituzione che va al di là di chi temporaneamente transita lì dentro, come un ministero. Tuttavia, il Festival merita di più, merita la musica, è l’unica cosa che gli manca ormai».
Il cantautore ha quindi rivolto una critica alla Rai e, più in generale, al servizio pubblico, interrogandosi sulla capacità di riconoscere pienamente il valore artistico della manifestazione. «Perché la Rai o lo Stato come servizio pubblico non prende seriamente Sanremo? Perché lo umilia? Perché non hanno la capacità di capire che Sanremo è una cosa bella? Io sono stanco di vedere umiliato l’unico spazio nazionale a disposizione per fare la canzone», ha dichiarato.
Morgan ha inoltre sottolineato la disponibilità, nel panorama musicale italiano, di professionalità che potrebbero contribuire a valorizzare la rassegna: «Per dirigerlo esiste un fior fiore di gente che se ne intende, io sono uno di quelli, ma ce ne sono tantissimi altri. Se capissero che ha un’importanza culturale vera, ci metterebbero dentro la musica, la competenza, la ricchezza dell’arte e della musica italiana».
Morgan, il commento su Stefano De Martino e Sanremo 2027
Le dichiarazioni si sono poi spostate sulla prossima edizione del Festival, che vedrà Stefano De Martino raccogliere il testimone alla conduzione e assumere anche la direzione artistica. Interpellato sul nuovo corso della manifestazione, Morgan ha risposto con una battuta che richiama la prima occasione in cui ha conosciuto il conduttore.
«Stefano De Martino direttore artistico del Festival di Sanremo 2027? Lui è un ottimo ballerino. Io l’ho conosciuto come ballerino. Quando facevo X Factor ogni tanto avevo dei balletti da fare e mi mandavano De Martino a insegnarmi. Insomma, è bravo come ballerino», ha dichiarato a margine della Festa del Cinema di Roma, secondo quanto riportato da LaPresse.
Sul cast della prossima edizione, Morgan ha invece manifestato una certa perplessità rispetto alle anticipazioni circolate finora: «Ho visto le notizie sul cast… mi sembra sia sempre la stessa cosa, cosa cambia?».
Del resto, il rapporto del cantautore con il palco dell’Ariston è segnato da una storia personale che attraversa alcune delle pagine più ricordate del Festival. Morgan ha partecipato alla gara due volte con i Bluvertigo: nel 2001 con “L’assenzio” e nel 2016 con “Semplicemente”, ma nel 2020 che è tornato nella storia proponendosi in coppia con Bugo con “Sincero”, dando vita, durante una delle esibizioni, al celebre episodio della modifica del testo che portò all’uscita di scena del duo e che è rimasto tra i momenti più discussi nella storia recente della manifestazione.
La domanda che ci facciamo ogni volta che ascoltiamo e commentiamo una dichiarazione di Morgan è sempre la stessa: quello che dice trasuda autorevolezza oppure è una semplice provocazione? Ci rimettiamo al giudizio della corte, che in questo caso non è altro che il pubblico, il popolo di lettori, ascoltatori e appassionati di musica.