Tutti gli artisti americani che hanno calcato il palco del Teatro Ariston

Come ben noto, a Sanremo si svolge annualmente il Festival della Canzone Italiana: una manifestazione nata nel 1951 che, il prossimo febbraio, festeggerà con il confermatissimo conduttore Amadeus il suo 73esimo anniversario. Nata per mettere in competizione i migliori esponenti della tradizione musicale nostrana, conta tra i suoi vincitori nomi importanti come Nilla Pizzi, Domenico Modugno, Adriano Celentano e Riccardo Cocciante. Eppure, sul palco allestito annualmente nella città ligure non si presentano solo cantanti italiani: nel corso degli anni si sono esibiti a diverso titolo svariati artisti internazionali. Fra questi figurano specialmente volti noti della musica statunitense: gli artisti americani esibitisi a Sanremo sono stati numerosi, con la comparsa di vere e proprie star della musica internazionale.

La tradizione di avere ospiti di caratura mondiale nella rassegna cominciò ben presto: uno dei primi esempi risale addirittura al 1968, quando nell’elenco degli ospiti venne incluso nientemeno che Louis Armstrong. Originario di New Orleans, Armstrong era all’epoca il trombettista jazz più famoso del mondo, posizione ancora oggi unanimemente riconosciutagli. Protagonista anche di una discreta carriera di cantante, la sua opera più nota è senz’altro il brano What a Wonderful World, inciso nel 1967. Ospitato a Sanremo per una serata, la sua esibizione dovette essere interrotta dall’esordiente conduttore Pippo Baudo: visto il compenso percepito il trombettista statunitense aveva compreso di doversi esibire per 45 minuti, contravvenendo così alle rigide regole circa la durata delle esibizioni.

Cinque anni prima, nel 1963, nasceva in New Jersey Whitney Houston, la quale partecipò al Festival di Sanremo nell’edizione del 1987. All’epoca appena 24enne, la cantante statunitense aveva già fatto intravedere il potenziale che la porterà, nel corso della sua carriera, a vendere oltre 220 milioni di copie dei suoi album e a vincere 8 premi Grammy. Nota soprattutto per i suoi singoli, tra i quali I Will Always Love You e I Wanna Dance With Sombody, a Sanremo si esibì in una versione di All At Once che entusiasmò i presenti tanto da far loro chiedere un bis: in via del tutto eccezionale la cantante lo concesse, producendosi in una seconda esibizione con un’interpretazione differente. Non a caso nel 2012, a ridosso della precoce scomparsa dell’artista, in occasione di una conferenza stampa a Sanremo venne trasmesso proprio quel brano, a omaggiare una cantante che avrebbe ancora potuto dare molto alla musica.

Nel 1990 fu invece la volta di Ray Charles, che si esibì insieme a Toto Cutugno. Nato nel 1930 ad Albany, in Georgia, e ben presto avvicinatosi al pianoforte, è stato uno dei massimi esponenti della musica soul, alla quale accostò generi come il blues, il jazz e l’R&B: ancora oggi è considerato un’icona della cultura americana, da lui omaggiata anche nelle sue opere. Ciò è dimostrato da alcuni dei brani per i quali è maggiormente noto come America the Beautiful, vera e propria dichiarazione d’amore per l’America, e Blackjack: il cantante dimostra di avere una conoscenza piuttosto approfondita dell’iconico passatempo reso famoso negli Stati Uniti, tanto che chi volesse sapere cos’è il blackjack 21+3 e comprenderne le regole ben potrebbe ascoltare il dettagliato testo del brano. Charles tornò a Sanremo anche una seconda volta, nell’edizione del 1999, quando ripetè Good Love Gone Bad: lo stesso brano interpretato nove anni prima che, per le differenze dalla versione originale di Cutugno, portò i due a rischiare la squalifica.

Altra apparizione da ricordare fu, nel 2001, quella di uno fra i rapper più famosi: Eminem. La carriera di Marshall Mathers, vero nome del cantante, non ha certo bisogno di presentazioni: nato nel 1972 in Missouri, l’artista americano è noto principalmente per brani come My Name Is, Lose Yourself e Love The Way You Lie, interpretato in coppia con Rihanna e il cui testo è particolarmente esplicito. Proprio ai suoi testi è legata la sua apparizione sanremese: saputo che l’annuncio della sua partecipazione aveva generato iniziative di alcune associazioni finalizzate a ottenere una verifica preventiva della sua esibizione, il rapper decise di includere nell’interpretazione di The Real Slim Shady alcune frasi tratte da suoi altri pezzi, caratterizzate dall’essere particolarmente colorite. Fu il modo dell’artista di protestare contro quello che considerava un plateale tentativo di censura.

L’elenco potrebbe continuare, da Madonna a Mariah Carey passando per Bruce Springsteen e Britney Spears: non serve tuttavia ulteriore dimostrazione di come il Festival della Canzone Italiana sia stato, in numerose circostanze, palco privilegiato per le esibizioni di numerosi artisti statunitensi.

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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