Sanremo Giovani 2021

Tutti gli spunti di riflessione dopo le 12 esibizioni live

  • SAMIA – Fammi respirare

Tra le ugole femminili di questa annata la sua è sicuramente la più credibile, interessante e spendibile. La canzone ha una struttura tipicamente italica che sul palco del Festival di Sanremo sicuramente non avrebbe stupito per originalità. Samia tenta di trasportare il pezzo nella contemporaneità inserendo delle strofe più parlate che cantante ma poi nel ritornello da sfogo alla vera sè dimostrando una timbrica sabbiata che risalta nello sfondo di una scenografia soffusa. Tutto sommato la proposta più interessante del lotto per chi, come noi, vede con urgenza un recupero della tradizione del bel canto da riattualizzare. VOTO: 8.5

  • OLI? – Smalto e tinta

Punta su di una presentazione trasgressiva anche a livello di look per poi scegliere una canzone che racconta di situazioni fluide in cui si vuole superare i cliché di ciò che è ritenuto “normale” per un “io, te e lui” o un “io, te e lei”. La canzone è figlia di un punk-rock che non si fatica a ricondurre alla scuola di Achille Lauro che, però, ha una presenza scenica ed una personalità più credibile di un ancora acerbo Oli?. Purtroppo non basta una gonna, un orecchino o un assolo per essere il nuovo idolo della trasgressione musicale made in Italy. VOTO: 5

  • TANANAI – Esagerata

Uno dei tre fortunati “nuovi big” in quanto vincitore del concorso di Sanremo Giovani ha proposto un pezzo che, su di una base urbana, mette insieme diverse influenze che pescano tanto dal pop quanto dal rap. Lui ha una personalità enormemente più forte di questa canzone che, indubbiamente, possiede un bell’utilizzo della ritmrica nel pre-inciso ma che, poi, si perde in un ritornello che vorrebbe suonare orecchiabile ma che, invece, fallisce in larga parte il proprio intento. Una promozione sulla fiducia. VOTO: 7

  • VITTORIA – California

La sua voce ha ricevuto il dono di una timbrica molto riconoscibile che ricorda da lontano la vocalità strozzata di una Giusy Ferreri o di una Malika Ayane. A differenza delle due artiste citate, però, a Vittoria manca una scrittura sufficientemente matura o una grande canzone datala da interpretare. Ecco che allora nulla resta perchè una bella voce senza una canzone adatta al farsi ricordare non vale molto. VOTO: 5.5

  • MATTEO ROMANO – Testa e croce

Il vero fortunato della serata è lui che diventa il terzo “nuovo big” del prossimo febbraio dopo che appena due giorni fa si è deciso l’allargamento dei “promossi” a 3 nomi invece che ai soli 2 originalmente programmati. Nel corso della sua esibizione si susseguono una serie importante di sviste che sicuramente testimoniano la sua emozione ma anche l’impreparazione di questa giovane generazione ad affrontare un’esibizione live. Il brano non ha in sè nulla di davvero innovativo o sorprendente. Passa come un ascolto piacevole per i giovanissimi. VOTO: 6

  • LITTAME’ – Cazzo avete da guardare

Ha rischiato prima la squalifica per aver proposto il brano già in un’altra trasmissione, poi, passa alla storia della serata come colei che ha proposto una canzone piena zeppa di “parolacce”. Nulla di sconvolgente se si pensa alla musica di oggi ma, sicuramente, un po’ troppo avanguardista se messa in rapporto alla storia del Festival di Sanremo, alla sua levatura e al pubblico medio di Rai Uno. Il fatto è che la parolaccia c’è proprio per far parlare e non per una reale esigenza espressiva o culturale. Musica furba, dunque, che tuttavia funziona nel suo piccolo. VOTO: 6+

  • YUMAN – Mille notti

Il primo classificato di questo Sanremo Giovani 2021 ha la voce più bella tra tutte quelle selezionate in questa occasione. Più fragile si rivela essere, invece, la canzone che si dota di un bel crescendo strumentale ed orchestrale che accompagni quello vocale ma che, in sostanza, non arriva mai a compimento. Le atmosfere r’n’b facilitano la struttura narrativa della canzone e solo sul finale l’esplosione arriva per supportare l’esigenza di uno sprint. Difficile, però, immaginare questa canzone canticchiata sotto la doccia. Per Sanremo 2022 occorrerà sperare di aver tenuto l’asso nella manica anche a livello di orecchiabilità. VOTO: 7.5

  • ESSEHO – Arianna

La partenza è una delle più belle tra quelle proposte da queste canzoni. La voce di Esseho ha in sè delle belle sfumature che le scenografie soffuse ed intime riescono ad esaltare al meglio. Il ritornello, poi, introduce la componente ritmica che porta la canzone ad arzigogolarsi guadagnando della giusta complessità. Dal vivo la sua è una delle poche proposte ad acquistare di credibilità e a guadagnare di un perchè diverso da quello della versione in studio. Un bonus non da poco. VOTO: 6/7

  • MARTINA BELTRAMI – Parlo di te

Lei aveva tutte le carte in regola per stupire e prendersi un meritato posto nel podio virtuale di questa edizione di Sanremo Giovani. Sbaglia, per dirla velocemente, a scegliere la canzone affidandosi ad un brano che guarda più al sembrare spendibile nella contemporaneità che all’essere rappresentativo della propria musica. La produzione nettamente orientata a valorizzare il mondo elettronico danneggia il brano più di quanto avrebbe dovuto e Martina dal vivo ne soffre ancor più che nella versione in studio. Peccato perché nelle intime ballate la sua scrittura è davvero interessante. VOTO: 7-

  • DESTRO – Agosto di piena estate

Aspetto e look guardano non troppo velatamente al mondo dell’indie-pop attuale. La canzone, però, fa riferimento più convintamente al pop orchestrale con tanto di un momento che suggerirebbe di spalancare le braccia e lasciarsi andare ad un’apertura vocale importante. Destro, però, non ha quelle doti vocali e, dunque, tutto torna a sprofondare in un canto non così preciso o sinuoso preferendo, piuttosto, un’ambientazione disimpegnata. VOTO: 6-

  • SENZA_CRI – A me

La proposta più teatrale ed ipnotica del lotto grazie ad un’ottima padronanza del palcoscenico ed una canzone che ha in sè la forza di una narrazione logica che sa costruire con la forza delle parole un testo bello da seguire fino alla fine. La forza radiofonica del pezzo non è delle migliori ma Sanremo, a volte, ha ospitato anche canzoni che non avevano alcuna pretesa mainstream. Ci sarebbe stata. VOTO: 7.5

  • BIAS – Che fine mi fai

Scanzonato per apparire vicino al mondo indie-pop che, soprattutto a partire da Roma, ha condizionato lo sviluppo della musica popolare nostrana nel corso degli ultimi anni. Forse questo apparente rimando ad una ricetta musicale già sperimentata non rende il giusto merito ad una canzone che si è dotata di un suono credibile e sviluppato con attenzione e che, di fatto, fa del pezzo un qualcosa di spendibile anche in un’ottica commerciale. Eppure, malgrado tutto, manca qualcosa… VOTO: 5.5

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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