LE LARVE

A tu per tu con il cantautore Jacopo Castagna, in gara a Sanremo Giovani con il brano “Musicareoplano”

Per presentare “Musicaeroplano”, brano in concorso a Sanremo Giovani, la cui finalissima è proprio tra qualche ora, abbiamo contattato il giovane cantautore Jacopo Castagna, in arte Le Larve, che ci ha raccontato il suo percorso di avvicinamento al Festival e la propria attività musicale ed artistica. Ecco cosa ci ha raccontato:

Ciao Jacopo, benvenuto. Come stai vivendo questa attesa per la finalissima di Sanremo Giovani?

«Tendo sempre a somatizzare l’ansia, una cosa che mi piace, perchè più tendi l’arco e più scocca la freccia. Devo ammettere di avere emozioni e paure normali al pensiero».

Quali sono gli elementi e le caratteristiche che, secondo te, stanno piacendo di più questo pezzo? Basandoti naturalmente sui feedback che starai ricevendo anche tramite i social

«Penso che sia piaciuta la forma, è un pezzo particolare perchè vive più fasi. Ha questa strofa con una linea melodica più incisiva, anche perchè il ritornello ne è sprovvisto, c’è un riff che lo tiene su. In più il bridge che può valere come special, perchè torna una volta sola. Una struttura un po’ particolare, tutti elementi che penso si sposino bene, quindi sono molto contento del risultato».

LE LARVE

Te l’avranno chiesto in duemila, ma a cosa si deve la scelta dello pseudonimo Le Larve?

«Guarda, a me piace che si crei un po’ una contrapposizione tra quello che è un nome un po’ denigratorio, viscido, e un concetto che mi da l’idea di futuro, perchè rappresenta un po’ un primo stadio. Questa è soltanto una spiegazione, proprio perchè me lo chiedono sempre, ho almeno una decina di risposte diverse a riguardo, che sono tutte vere in realtà. Alla fine questo nome me lo porto con fierezza, nonostante possiamo affermare che sia brutto (ride, ndr)».

Nel 2016 hai pubblicato il tuo primo disco “Non sono d’accordo”, adesso sei in fase di lavorazione del tuo secondo album. Per cui ti chiedo quali skills pensi di acquisito in questi ultimi anni?

«La principale differenza tra questi due lavori è che il primo disco è stato curato con una direzione artistica non mia, proprio per questo avevo deciso di intitolarlo così, perchè volevo avere più voce in capitolo per quanto riguarda gli arrangiamenti, mentre a questo giro posso sbagliare da solo. Questa è una grande differenza e, soprattutto, ti fa acquisire delle skills, ti fa mettere in discussione».

Per concludere, al di là del passaggio e della conseguente possibilità di calcare l’ambito palco dell’Ariston, quale sarebbe per te il riconoscimento più importante, il vero traguardo personale di questo tuo Sanremo Giovani?

«Aver portato come un pezzo come il mio in un contesto come questo, posso considerarlo giù un bel traguardo., in una manifestazione che per anni è stata il tempio del ritornello. Essere riuscito ad arrivare fin qui con un inciso strumentale è un piccolo traguardo, al di là di come potrà andare».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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