Sanremo Reloaded, sulle tracce de “L’Italia” di Marco Masini
Ogni settimana una canzone da riscoprire, una performance da rivedere e un Festival da riscoprire. Tutto questo e molto altro ancora è Sanremo Reloaded. A cura di Francesco Costa
Sanremo Reloaded è la rubrica settimanale curata da Francesco Costa che invita a guardare il Festival di Sanremo da una prospettiva diversa. Non i vincitori, non i tormentoni più inflazionati, ma quelle canzoni che sono passate sul palco dell’Ariston lasciando tracce più sottili, spesso ignorate o dimenticate troppo in fretta. Oggi parliamo di “L’Italia“, canzone presentata al Festival da Marco Masini nel 2009.
Ogni settimana un brano e una performance tornano al centro dell’ascolto: pezzi che meritano di essere riascoltati, esibizioni da rivedere con occhi nuovi, canzoni da rivalutare lontano dal rumore della gara e dal peso delle classifiche. Sanremo Reloaded è un viaggio nella memoria del Festival, tra intuizioni rimaste in ombra, esperimenti coraggiosi e momenti che oggi, forse più di ieri, rivelano tutto il loro valore. Un invito a riscoprire Sanremo per quello che è sempre stato: un enorme archivio di storie e canzoni.
Sanremo Reloaded, sulle tracce de “L’Italia” di Marco Masini
Le parole di un notiziario che annunciano la tragica uccisione di Aldo Moro aprono il brano di denuncia con cui Marco Masini partecipa al Festival di Sanremo nel 2009, diciannove anni dopo la vittoria tra le nuove proposte con “Disperato”, cinque anni dopo il trionfo con “L’uomo volante” nella bistrattata edizione condotta da Simona Ventura. Questa volta alla conduzione e alla direzione artistica c’è Paolo Bonolis (alla sua seconda e ultima esperienza dopo quella del 2005) che rimane profondamente colpito dal brano dell’artista e lo convince a presentarlo al Festival.
A stupire il presentatore è un testo impattante che non viene apprezzato da tutti, ma provoca discussioni e fa riflettere. La musica scatena dibattiti, la musica provoca ed è quello che fa Masini cantando davanti a milioni di italiani: «È un paese l’Italia che c’ha rotto i coglioni». Paradossalmente, però, “L’Italia” non è un brano contro la nostra nazione. Scritto e composto dallo stesso Masini con Beppe Dati, è un inno a un Paese che si perde tra preti che chiedono voti anche a Dio, tra rate che paghiamo in eterno, tra partiti con le mani bucate che lo fanno volare nel cielo d’Europa con una misera scopa ma che ha molto da dare.
«È un paese l’Italia che si tuffa nel mare, è una vecchia canzone che vogliamo tornare a cantare», canta Masini sul finale del brano facendo capire che ama il suo Paese, ma amarlo significa anche riconoscere che qualcosa non funziona. È un messaggio di maturità e responsabilità civile importante che affida a una ballad pop asciutta con una struttura melodica semplice proprio per concentrare tutta l’attenzione sul testo.
Allo stesso obiettivo concorre l’assenza di un vero e proprio ritornello a favore di una narrazione simile a un unico monologo interrotto soltanto da un assolo di archi, veri protagonisti del tappeto sonoro insieme alla batteria in costante sottofondo e al pianoforte che chiude romanticamente tutta la canzone. Con tutto il suo pathos, “L’Italia” supera la prima fase e arriva alla serata finale senza raggiungere però il podio finale. A vincere la categoria big è Marco Carta con “La forza mia”, secondo Povia e terzo Sal Da Vinci mentre le nuove proposte lanciano Arisa con “Sincerità” e Malika Ayane con “Come foglie”.