Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Eterno” di Giovanni Caccamo
Ogni settimana una canzone da riscoprire, una performance da rivedere e un Festival da rivivere. Tutto questo e molto altro ancora è Sanremo Reloaded. A cura di Francesco Costa
Sanremo Reloaded è la rubrica settimanale curata da Francesco Costa che invita a guardare il Festival di Sanremo da una prospettiva diversa. Non i vincitori, non i tormentoni più inflazionati, ma quelle canzoni che sono passate sul palco dell’Ariston lasciando tracce più sottili, spesso ignorate o dimenticate troppo in fretta. Oggi parliamo di “Eterno”, presentata al Festival da Giovanni Caccamo nel 2018.
Ogni settimana un brano e una performance tornano al centro dell’ascolto: pezzi che meritano di essere riascoltati, esibizioni da rivedere con occhi nuovi, canzoni da rivalutare lontano dal rumore della gara e dal peso delle classifiche. Sanremo Reloaded è un viaggio nella memoria del Festival, tra intuizioni rimaste in ombra, esperimenti coraggiosi e momenti che oggi, forse più di ieri, rivelano tutto il loro valore. Un invito a riscoprire Sanremo per quello che è sempre stato: un enorme archivio di storie e canzoni.
Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Eterno” di Giovanni Caccamo
«Sento che in questo momento qualcosa di strano, qualcosa di eterno, mi tiene la mano e tutte le pagine di questa vita le ho tra le dita», sussurra teneramente Giovanni Caccamo mentre canta sul palco del Festival di Sanremo.
Siamo nel 2018, Claudio Baglioni si proclama dittatore artistico, Ermal Meta e Fabrizio Moro denunciano il terrorismo con “Non mi avete fatto niente” e Ultimo trionfa tra le Nuove Proposte, iniziando la sua impressionante carriera.
È l’anno della vecchia che balla nella hit della band Lo Stato Sociale, del ritorno di Ornella Vanoni con la poetica “Imparare ad amarsi”, proposta in trio con Bungaro e Pacifico, e in all’Ariston timbra il suo terzo cartellino anche Giovanni Caccamo, dopo la vittoria tra i giovani nel 2015 con “Ritornerò da te” e il terzo posto tra i big nel 2016 con “Via da qui”, in coppia con Deborah Iurato.
Dal podio sono passati due anni e questa volta ci riprova con una ballata pop sinceramente romantica che si posiziona a metà classifica, ottenendo il decimo posto: “Eterno”. Scritta e composta da lui insieme a Cheope, autore di grandi successi come “Strani amori” di Laura Pausini nonché figlio di Mogol, la canzone è una dedica d’amore che tutti vorremmo ricevere, vellutata come una carezza ma senza risultare stucchevole.
Arriva diretta, potente e ti infonde una voglia matta di prendere per mano la persona che ami e scappare via lontano in un mondo senza nebbia e senza rabbia. Ti convince che – in fondo, in questa noiosa frenesia – è possibile vivere anche senza cercare niente, senza capire niente a parte un’unica, fondamentale convinzione: l’amore può salvare.
Questo mantra è il cuore del pezzo che si apre con un accenno di pianoforte, perfettamente abbinato alla voce delicata e confidenziale di Giovanni Caccamo. La sua interpretazione è intensa, ma immediata e semplice. Canta con gli occhi, con il sorriso spontaneo e con pochi gesti molto sentiti come il pugno chiuso per rimarcare con forza l’unione eterna e la mano che si apre nel ritornello, caratterizzato da fiati dolci a cui si aggiungeranno poi in un climax musicale gli archi e tutti gli altri strumenti, per trasmettere la leggerezza di affidarsi all’amore.
Inizialmente Caccamo è preciso e controllato, ma è proprio quando si lascia andare al bridge e al refrain finale più gridato in cui la voce si sporca, che emoziona. E poi, dopo essersi impetuosamente accesa, rapita dal fuoco del sentimento, l’orchestra si quieta, rimane solo il pianoforte e la voce sussurrata di Giovanni, come all’inizio. Il cerchio si chiude e torni a sentire qualcosa di strano, qualcosa di eterno che ti tiene la mano e tutte le pagine di questa vita le hai tra le dita.