Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Finalmente tu” di Fiorello
Ogni settimana una canzone da riscoprire, una performance da rivedere e un Festival da rivivere. Tutto questo e molto altro ancora è Sanremo Reloaded. A cura di Francesco Costa
Sanremo Reloaded è la rubrica settimanale curata da Francesco Costa che invita a guardare il Festival di Sanremo da una prospettiva diversa. Non i vincitori, non i tormentoni più inflazionati, ma quelle canzoni che sono passate sul palco dell’Ariston lasciando tracce più sottili, spesso ignorate o dimenticate troppo in fretta. Oggi parliamo di “Finalmente tu”, presentata al Festival da Fiorello nel 1995.
Ogni settimana un brano e una performance tornano al centro dell’ascolto: pezzi che meritano di essere riascoltati, esibizioni da rivedere con occhi nuovi, canzoni da rivalutare lontano dal rumore della gara e dal peso delle classifiche. Sanremo Reloaded è un viaggio nella memoria del Festival, tra intuizioni rimaste in ombra, esperimenti coraggiosi e momenti che oggi, forse più di ieri, rivelano tutto il loro valore. Un invito a riscoprire Sanremo per quello che è sempre stato: un enorme archivio di storie e canzoni.
Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Finalmente tu” di Fiorello
Una tastiera davanti al Teatro Ariston, il maestro Enrico Cremonesi accenna le note e il vincitore delle nuove proposte del Festival del 2026 Nicolò Filippucci canta questa canzone con in collegamento Fiorello che, tra una risata e l’altra, si commuove nel sentire un ragazzo di vent’anni interpretarla.
A pochi metri da lì, sul palco più importante della musica leggera italiana, trentuno anni prima, c’era proprio lui con il suo leggendario codino e tutta la passione necessaria per presentare al pubblico “Finalmente tu”. Siamo nel 1995, Pippo Baudo tesse le fila artistiche e conduce la kermesse insieme a Claudia Koll e Anna Falchi. È l’anno di Andrea Bocelli e di “Con te partirò”, di Ivana Spagna che debutta in italiano con “Gente come noi” e dell’inarrivabile Giorgia che si prende la scena e porta alla vittoria “Come saprei”.
Ma lanciatissimo verso un buon piazzamento è anche lo showman dei record che, forte degli incredibili risultati del Karaoke e dei primi successi discografici come “Spiagge” e la referendaria “Sì o no”, partecipa alla gara con un brano scritto dagli amici con cui tutto ha avuto inizio alla corte di mr Cecchetto: Mauro Repetto e Max Pezzali che sempre a quel Sanremo si piazza ottavo con “Senza averti qui” dopo l’addio del collega al progetto 883.
Come autore, però, gli va decisamente meglio perché il pezzo cantato da Ciuri arriva al quinto posto, a soli duemila voti di distanza dalla vincitrice. Pezzaliana fino al midollo, e infatti lo stesso Max ne incide una versione due anni dopo, la canzone è una ballad pop morbida e romantica che racconta di disperate attese e ardenti ritorni, di battiti che cadono dall’orologio, di amori sempre più distanti mentre ogni giorno si fa più difficile e di ricongiungimenti ferventi passati a tirar tardi sotto casa e guardare gli occhi della persona che ami addormentarsi.
Un violino e un pianoforte aprono il tappeto sonoro di una ballata quasi fiabesca, la tonalità di Fiore nelle strofe è bassa, profonda e controllata per poi farsi più calda e liberamente potente nel ritornello e nel climax orchestrale che chiude il pezzo. A convincere è la sua interpretazione che, nonostante gli sforzi per mantenere la precisione tecnica, riesce a risultare sincera e spontanea. È l’interpretazione di chi in tv è già una star e si può permettere di cantare solo per il gusto di cantare. E come ricorda sempre scherzosamente in una rubrica del suo programma radiofonico “La pennicanza”, Fiorello canta bene.