Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Io come farò” di Ornella Vanoni
Ogni settimana una canzone da riscoprire, una performance da rivedere e un Festival da riscoprire. Tutto questo e molto altro ancora è Sanremo Reloaded. A cura di Francesco Costa
Sanremo Reloaded è la rubrica settimanale curata da Francesco Costa che invita a guardare il Festival di Sanremo da una prospettiva diversa. Non i vincitori, non i tormentoni più inflazionati, ma quelle canzoni che sono passate sul palco dell’Ariston lasciando tracce più sottili, spesso ignorate o dimenticate troppo in fretta. Oggi parliamo di “Io come farò“, canzone presentata al Festival da Federico Salvatore nel 1989.
Ogni settimana un brano e una performance tornano al centro dell’ascolto: pezzi che meritano di essere riascoltati, esibizioni da rivedere con occhi nuovi, canzoni da rivalutare lontano dal rumore della gara e dal peso delle classifiche. Sanremo Reloaded è un viaggio nella memoria del Festival, tra intuizioni rimaste in ombra, esperimenti coraggiosi e momenti che oggi, forse più di ieri, rivelano tutto il loro valore. Un invito a riscoprire Sanremo per quello che è sempre stato: un enorme archivio di storie e canzoni.
Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Io come farò” di Ornella Vanoni
«Io come farò a imparare che si può vivere senza un amore?», un quesito destinato a permanere nell’etere senza alcuna risposta che Ornella Vanoni rivolge a sé stessa mentre si erge consapevole delle sue fragilità al centro del palco del Teatro Ariston. Dalla tumultuosa relazione con Gino Paoli sono passati oltre vent’anni ma un filo rosso come la sua chioma e l’elegante abito lungo di Versace che indossa continua a tenerli uniti.
È il compianto Paoli, a sua volta tra i partecipanti con “Questa volta no”, insieme al maestro Bardotti a scrivere “Io come farò”, la melanconica ballata pop d’autore musicata da Mauro Pagani con cui Vanoni torna al Festival di Sanremo diciannove anni dopo il quarto posto di “Eternità”. In gara c’era stata già cinque volte, prenderà parte anche nel ’99 con “Alberi” in coppia con Enzo Gragnaniello e nel 2018 con “Imparare ad amarsi” in trio con Bungaro e Pacifico.
Siamo nel 1989, l’anno della discussa conduzione dei quattro figli d’arte (Rosita Celentano, Paola Dominguín, Danny Quinn e Gianmarco Tognazzi), di Anna Oxa che scende le scale e trionfa con Fausto Leali sulle note di “Ti lascerò”, di Toto Cutugno che omaggia le mamme, di un jovanissimo Jovanotti che dice a “Vasco” che non ci casca, e Ornella si deve accontentare del decimo posto in classifica. Ma considerando che Mimì arriva nona con quel capolavoro di “Almeno tu nell’universo”, possiamo assodare che le classifiche (soprattutto a Sanremo) non contano a nulla e che “Io come farò” è una perla degna di essere riscoperta.
La canzone parte con un’apertura intima e spoglia per poi crescere verso un ritornello melodico con assolo di sax conclusivo. A fare la differenza è l’interpretazione sofisticatamente drammatica di Ornella Vanoni che senza virtuosismi eccessivi accompagna il brano con la sincera teatralità che non ha mai perso. Non si muove di un centimetro, ma cattura il pubblico con lo sguardo e con i pochi semplici gesti delle mani.
Cattura perché è un pezzo cucito addosso su di lei; è il racconto di una donna che si rende conto di riuscire a inventarsi un sorriso o un pagliaccio che canta ma non può di certo rimpiazzare l’assenza di una persona che ha amato con la presenza soltanto immaginata di chi non c’è più. Ornellik, come soleva chiamarla l’amica Patty Pravo, d’altronde, è questo: è spirito, è ironia e irresistibile sagacia ma è anche nostalgia, è dolore e insostenibile solitudine. È tutto e il contrario di tutto, per questo l’abbiamo amata così tanto. «Io come farò a inventarmi te?», ti chiedevi sull’ingombrante palco di quel piccolo teatro. Come faremo noi senza di te Ornella? Anche a questa domanda non riusciremo mai a trovare risposta.