Sanremo Reloaded, sulle tracce di “La borsa di una donne” di Noemi

La borsa di una donna Noemi

Ogni settimana una canzone da riscoprire, una performance da rivedere e un Festival da riscoprire. Tutto questo e molto altro ancora è Sanremo Reloaded. A cura di Francesco Costa

Sanremo Reloaded è la rubrica settimanale curata da Francesco Costa che invita a guardare il Festival di Sanremo da una prospettiva diversa. Non i vincitori, non i tormentoni più inflazionati, ma quelle canzoni che sono passate sul palco dell’Ariston lasciando tracce più sottili, spesso ignorate o dimenticate troppo in fretta. Oggi parliamo di “La borsa di una donna“, presentata al Festival da Noemi nel 2016.

Ogni settimana un brano e una performance tornano al centro dell’ascolto: pezzi che meritano di essere riascoltati, esibizioni da rivedere con occhi nuovi, canzoni da rivalutare lontano dal rumore della gara e dal peso delle classifiche. Sanremo Reloaded è un viaggio nella memoria del Festival, tra intuizioni rimaste in ombra, esperimenti coraggiosi e momenti che oggi, forse più di ieri, rivelano tutto il loro valore. Un invito a riscoprire Sanremo per quello che è sempre stato: un enorme archivio di storie e canzoni.

Sanremo Reloaded, sulle tracce di “La borsa di una donne” di Noemi

Portare un brano impegnato sul palco del Festival di Sanremo è un’arma a doppio taglio. Il rischio di risultare banali e retorici è sempre dietro l’angolo, a maggior ragione se si parla delle donne e il testo l’ha scritto un uomo. Ma se il significato del messaggio è profondamente empatico, tanto quanto quello che Enrico Ruggeri affida a “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia, il risultato è un tripudio convincente di emozioni.

È questo il caso di un pezzo pop d’autore dolcemente complicato firmato da Marco Masini, Marco Adami e Antonio Iammarino per Noemi, intitolata “La borsa di una donna”. Siamo nel 2016, alla conduzione e alla direzione artistica della kermesse c’è per la seconda volta Carlo Conti. È l’anno del trionfo a sorpresa degli Stadio con “Un giorno mi dirai” che strappano la vittoria a una lanciatissima Francesca Michielin, è l’anno del ritorno di Patty Pravo, di sir Elton John super ospite e di Virginia Raffaele che fa ridere tutta Italia con le sue iconiche imitazioni.

Ma è anche l’anno di una perla che non ottiene il successo meritato. Sto parlando proprio della canzone di Noemi che (alla sua quarta partecipazione alla gara dopo i risultati eccellenti ottenuti nel 2010 con “Per tutta la vita”, nel 2012 con il terzo posto per “Sono solo parole” e nel 2014 con “Bagnati dal sole”) si presenta in una nuova veste con cui può dare sfogo a tutta la sua abilità interpretativa.

Si classifica ottava e le radio la snobbano, ma “La borsa di una donna” – che apre le porte al suo disco più autoriale, “Cuore d’artista”, e precede altre quattro partecipazioni alla gara – è una chicca, uno dei pezzi più schietti ed eleganti al tempo stesso che siano stati presentati all’Ariston negli ultimi dieci anni. La struttura ritmica della ballad gioca in sottrazione, prende il via in modo intimo e sospeso con il pianoforte per aprirsi nota dopo nota con gli archi alla ricerca di un ritornello che non arriva mai.

Quello che arriva è un climax emotivo impattante in cui l’armonia acquista sempre più spessore, senza però mai sovrastare la calda voce di Veronica. Una voce messa al servizio di un’interpretazione misurata che non cerca il virtuosismo per valorizzare al meglio un testo potente e significativo. E mentre la guardi e la ascolti esibirsi ti lasci trasportare tra gli scontrini inutile anestetico del suo dolore, le foto messe via perché non si piaceva, i libri mai finiti, i viaggi mai fatti, gli stupidi sensi di colpa per quel desiderio di piacere. Ti lasci guidare nella sua borsa che, come le borse di tutte le donne, pesa come se ci fosse la sua vita dentro.

Scritto da Francesco Costa
Parliamo di: ,