Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Stiamo insieme” di Richard Sanderson

Richard Sanderson

Ogni settimana una canzone da riscoprire, una performance da rivedere e un Festival da riscoprire. Tutto questo e molto altro ancora è Sanremo Reloaded. A cura di Francesco Costa

Sanremo Reloaded è la rubrica settimanale curata da Francesco Costa che invita a guardare il Festival di Sanremo da una prospettiva diversa. Non i vincitori, non i tormentoni più inflazionati, ma quelle canzoni che sono passate sul palco dell’Ariston lasciando tracce più sottili, spesso ignorate o dimenticate troppo in fretta. Oggi parliamo di “Stiamo insieme, canzone presentata al Festival da Richard Sanderson nel 1983.

Ogni settimana un brano e una performance tornano al centro dell’ascolto: pezzi che meritano di essere riascoltati, esibizioni da rivedere con occhi nuovi, canzoni da rivalutare lontano dal rumore della gara e dal peso delle classifiche. Sanremo Reloaded è un viaggio nella memoria del Festival, tra intuizioni rimaste in ombra, esperimenti coraggiosi e momenti che oggi, forse più di ieri, rivelano tutto il loro valore. Un invito a riscoprire Sanremo per quello che è sempre stato: un enorme archivio di storie e canzoni.

Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Stiamo insieme” di Richard Sanderson

Alzi la mano chi al giorno d’oggi si beve ancora la favoletta del principe azzurro che porta la bella al castello, si sposano e sarà amore per l’eternità. Nessuno. È una narrazione morta e sepolta, a metterci definitivamente una pietra sopra ci ha pensato Shrek più di vent’anni fa e per questo lo ringraziamo. Ora viviamo nell’era dei malesseri che prendono una donna e la trattano male obbedendo al “Teorema” di Marco Ferradini.

Ma proprio mentre Ferradini elargiva consigli di cuore, anzi per la precisione quattro anni prima, un principe azzurro dalla folta chioma e dall’occhietto birichino incantava milioni e milioni di teneri amanti. Mi riferisco alla romantica meteora Richard Sanderson che con la sua “Reality”, colonna sonora del film cult “Il tempo delle mele”, ha segnato un’epoca e incantato gremite folle di ragazzine. In pochi se lo ricordano, ma dopo il grandissimo successo riscosso anche in Italia, Sanderson ha partecipato in gara al Festival di Sanremo.

Era il 1983 e Andrea Giordana conduceva la kermesse per la prima e ultima volta. Tra le canzoni scelte dal direttore artistico Gianni Ravera, tre pezzi iconici della musica italiana: “L’italiano” di Toto Cutugno al quinto posto, “Vacanze romane” dei Matia Bazar al quarto e “Vita spericolata” di Vasco naturalmente in fondo alla classifica. Ma in quell’edizione in playback e senza orchestra, vinta da Tiziana Rivale, sul palco del teatro Ariston è apparso anche Richard Sanderson con tutto il suo britannico savoir faire da damerino.

Puntava al cuore (e agli ormoni) delle balde giovani italiche ma la sua “Stiamo insieme”, scritta da uno Zucchero pischello anche lui in gara con “Nuvola”, non ha raggiunto i risultati sperati e si è adagiata su un modestissimo diciannovesimo posto. D’altronde, quando crei una hit immortale è estremamente difficile riuscire a bissare e ci si ritrova incastrati in infiniti tentativi di replica. L’atmosfera costruita da “Stiamo insieme” è infatti la stessa di “Reality”. È una ballad pop vellutata come la voce suadentemente sussurrata dell’artista che in smoking e papillon seduce la donna per cui ha perso la testa convincendola a trascorrere con lui una notte d’amore.

L’arrangiamento è tenue e morbido, ti avvolge come un abbraccio e in un attimo ti senti catapultare in una balera nel pomeriggio di una domenica di quarantacinque anni fa. Le luci si fanno soffuse, sei a bordo pista e capisci che è il tuo momento. Prendi per mano la ragazza che ti piace e la trascini in pista per ballare uno strascicatissimo lento. Poi però la canzone termina, ti risvegli e capisci che le ragioni dell’insuccesso di questo brano le ha espresse perfettamente Raz Degan in una lapidaria battuta tratta dal film trash “Albakiara”: «È finito il tempo delle mele».

Scritto da Francesco Costa
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