Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Sulla porta” di Federico Salvatore

Sulla porta Federico Salvatore

Ogni settimana una canzone da riscoprire, una performance da rivedere e un Festival da riscoprire. Tutto questo e molto altro ancora è Sanremo Reloaded. A cura di Francesco Costa

Sanremo Reloaded è la rubrica settimanale curata da Francesco Costa che invita a guardare il Festival di Sanremo da una prospettiva diversa. Non i vincitori, non i tormentoni più inflazionati, ma quelle canzoni che sono passate sul palco dell’Ariston lasciando tracce più sottili, spesso ignorate o dimenticate troppo in fretta. Oggi parliamo di “Sulla porta, canzone presentata al Festival da Federico Salvatore nel 1996.

Ogni settimana un brano e una performance tornano al centro dell’ascolto: pezzi che meritano di essere riascoltati, esibizioni da rivedere con occhi nuovi, canzoni da rivalutare lontano dal rumore della gara e dal peso delle classifiche. Sanremo Reloaded è un viaggio nella memoria del Festival, tra intuizioni rimaste in ombra, esperimenti coraggiosi e momenti che oggi, forse più di ieri, rivelano tutto il loro valore. Un invito a riscoprire Sanremo per quello che è sempre stato: un enorme archivio di storie e canzoni.

Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Sulla porta” di Federico Salvatore

Parlare di omosessualità sul palco del Festival di Sanremo, così come nella società, perché in fondo, come viene spesso ricordato, Sanremo rappresenta lo specchio della nazione, è stato troppo a lungo un tabù. In parte lo è ancora, ma se le nebbie della discriminazione si stanno via via diradando è merito di chi ha avuto il coraggio di abbattere muri come il compianto Federico Salvatore che sul palco dell’Ariston ha sfidato la censura della Rai.

Siamo nel 1996; Pippo Baudo è direttore artistico per la terza volta consecutiva e conduce con Sabrina Ferilli e Valeria Mazza, Ron vince con Tosca tra i campioni e Syria tra i giovani, la hit “La terra dei cachi” fa sfiorare il trionfo a Elio e le Storie Tese, Al Bano ricorda la figlia scomparsa in “È la mia vita” e il cabarettista napoletano (noto al pubblico per le numerose partecipazioni al Maurizio Costanzo Show) si presenta per la prima e unica volta alla kermesse con “Sulla porta”, struggente ballata d’autore che svela un inedito lato introspettivo dell’artista raccontando il sofferto coming out di un figlio nei confronti della madre.

Lo racconta senza mezzi termini e nonostante la Rai gli abbia proibito di pronunciare la parola “omosessuale”, la sera della finale Federico Salvatore si ribella e davanti a milioni e milioni di telespettatori canta il testo originale con orgoglio e commozione: «Sono un diverso mamma, un omosessuale». Scritta dallo stesso cantautore insieme ai grandi autori Giancarlo Bigazzi e Giuseppe Dati, con la direzione d’orchestra di Marco Falagiani, la canzone si caratterizza per una struttura teatrale in crescendo.

Inizia con una cornice intima, quasi parlata, rendendo l’idea di una conversazione dura sussurrata tra le mura domestiche. Man mano che la tensione del racconto sale, l’orchestrazione si arricchisce con gli archi e la sezione ritmica, elevando il pathos mentre il testo fa emergere i ricordi d’infanzia e d’adolescenza. L’apice sonoro lo si tocca nel finale quando esplode il dolore per il rifiuto di una madre che chiude la porta in faccia a un figlio perché si è innamorato di un altro uomo.

Federico Salvatore si spoglia della maschera comica e ci regala un’interpretazione sofferta, autentica ed empatica. Non va oltre il tredicesimo posto, ma a poco importa perché con il suo brano rende omaggio a tutti quei ragazzi costretti a nascondersi. Quei ragazzi chiusi fuori di casa, allontanati dalle famiglie, ma finalmente liberi di essere chi sono senza mai più vergognarsi.

Scritto da Francesco Costa
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