Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Tutti i miei sbagli” dei Subsonica
Ogni settimana una canzone da riscoprire, una performance da rivedere e un Festival da riscoprire. Tutto questo e molto altro ancora è Sanremo Reloaded. A cura di Francesco Costa
Sanremo Reloaded è la rubrica settimanale curata da Francesco Costa che invita a guardare il Festival di Sanremo da una prospettiva diversa. Non i vincitori, non i tormentoni più inflazionati, ma quelle canzoni che sono passate sul palco dell’Ariston lasciando tracce più sottili, spesso ignorate o dimenticate troppo in fretta. Oggi parliamo di “Tutti i miei sbagli“, canzone presentata al Festival dai Subsonica nel 2000.
Ogni settimana un brano e una performance tornano al centro dell’ascolto: pezzi che meritano di essere riascoltati, esibizioni da rivedere con occhi nuovi, canzoni da rivalutare lontano dal rumore della gara e dal peso delle classifiche. Sanremo Reloaded è un viaggio nella memoria del Festival, tra intuizioni rimaste in ombra, esperimenti coraggiosi e momenti che oggi, forse più di ieri, rivelano tutto il loro valore. Un invito a riscoprire Sanremo per quello che è sempre stato: un enorme archivio di storie e canzoni.
Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Tutti i miei sbagli” dei Subsonica
Ci sono Festival più popolari e Festival più di nicchia, quello di cui mi accingo a parlarvi appartiene indubbiamente alla seconda categoria. Siamo nel 2000, un nuovo secolo è iniziato e il direttore artistico Mario Maffucci ha in mente un’impronta precisa da dare all’edizione. È così che per il secondo Festival condotto da Fazio scarta Paola e Chiara con il mega tormentone “Vamos a bailar”, ma prende Gazzè con “Il timido ubriaco”, Bersani con “Replay” e la Piccola Orchestra Avion Travel che vince a sorpresa con “Sentimento” lasciando la medaglia d’argento a Irene Grandi con la hit “La tua ragazza sempre”.
È l’anno di Gigi D’Alessio con il suo inno “Non dirgli mai”, di grandi nomi come Ivana Spagna e Gianni Morandi, eppure tutta questa tradizione non pregiudica la presenza di qualche nuovo nome e di qualche nuovo genere. Mi riferisco all’innovativo rock elettronico dei Subsonica che consolidano il successo di “Microchip emozionale”, il sedicesimo album italiano migliore di sempre secondo Rolling Stone, sul palco dell’Ariston con uno dei loro brani più amati in assoluto: “Tutti i miei sbagli”.
Tra sangue, schianti, e annegamenti, l’immaginario evocato è inquietante e post-apocalittico come il sound disturbato e cupamente suadente della produzione. La dinamica sulla quale si basa l’intera canzone è cinematografica: i synth, le pause tra le parole, il ritmo underground metallico come la voce di Samuel – che ha scritto e composto il pezzo insieme al chitarrista Max Casacci e al tastierista Boosta – creano l’atmosfera di un horror ipnotico e irresistibile che ti lascia stranito in un primo momento per poi stregarti e convincerti che non ne puoi fare a meno.
In tutto questo buio; in tutta questa paura che traghetta “Tutti i miei sbagli” fino all’undicesimo posto della classifica festivaliera e fino ai vertici di quella radiofonica, la salvezza è ubicata in quella storia d’amore che sa difenderti e farti male, quella storia d’amore che in realtà è ossessione e dipendenza. E se a questo vizio che addolora e libera al contempo stesso non si riesce a rinunciare, tanto valore ballarci sopra a suon di sintetizzatori come fanno i Subsonica che con loro partecipazione spalancano le porte di Sanremo al nuovo che sta arrivando. Il nuovo sta arrivando come l’inverno nel Trono di Spade e nessuno lo può fermare.