Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Un anno di noi” di “Francesca Alotta”

Un anno di noi Francesca Alotta

Ogni settimana una canzone da riscoprire, una performance da rivedere e un Festival da riscoprire. Tutto questo e molto altro ancora è Sanremo Reloaded. A cura di Francesco Costa

Sanremo Reloaded è la rubrica settimanale curata da Francesco Costa che invita a guardare il Festival di Sanremo da una prospettiva diversa. Non i vincitori, non i tormentoni più inflazionati, ma quelle canzoni che sono passate sul palco dell’Ariston lasciando tracce più sottili, spesso ignorate o dimenticate troppo in fretta. Oggi parliamo di “Un anno di noi”, presentata al Festival da Francesca Alotta nel 1993.

Ogni settimana un brano e una performance tornano al centro dell’ascolto: pezzi che meritano di essere riascoltati, esibizioni da rivedere con occhi nuovi, canzoni da rivalutare lontano dal rumore della gara e dal peso delle classifiche. Sanremo Reloaded è un viaggio nella memoria del Festival, tra intuizioni rimaste in ombra, esperimenti coraggiosi e momenti che oggi, forse più di ieri, rivelano tutto il loro valore. Un invito a riscoprire Sanremo per quello che è sempre stato: un enorme archivio di storie e canzoni.

Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Un anno di noi” di “Francesca Alotta”

«Andiamo via», afferma deciso e risoluto, come solo lui sapeva essere. Sua Pippità Pippo Baudo per lasciare spazio sul palco del Festival di Sanremo del 1993 (quello vinto da Enrico Ruggeri con “Mistero” ma ricordato soprattutto per la nascita artistica di Laura Pausini) alla voce spaziale di Francesca Alotta che con la sua “Un anno di noi” è la protagonista assoluta di questo primo capitolo della rubrica “Sanremo Reloaded”.

Scritto e musicato dal mitico Giancarlo Bigazzi con Marco Falagiani e Beppe Dati, il pezzo è una vellutata carezza d’amore in cui si staglia potente il timbro vocale limpido di Alotta, fresca vincitrice tra le Nuove Proposte dell’anno prima con la hit senza tempo “Non amarmi” (composta sempre da Bigazzi e Falagiani) in duetto con Aleandro Baldi che vincerà tra i big l’anno successivo.

Per Francesca è invece l’ultima partecipazione al Festival, complice un clima discografico sempre meno generoso nei suoi confronti. Ma non è il successo a determinare il valore di un’artista e con questa canzone, classificatasi al decimo posto, regala al pubblico una melodia in puro stile Bigazzi, firmatario in quegli anni di evergreen immortali come “Disperato” di Marco Masini e “Gli uomini non cambiano” di Mia Martini.

E la struttura è proprio quella: le strofe che partono morbide, il ritornello che si apre verso l’alto per poi esplodere in un finale di intensa complessità tecnica ricco di modulazioni che alzano la tensione emotiva su di un tappeto di pianoforte e archi – archi che diventano centrali nella nuova versione che Alotta include nel suo ultimo disco, “Diversa” del 2024.

Diverse, nel ’93, sono invece certe frasi del testo della versione incisa del pezzo. «È un anno difficile ma lo rivivrei, è un anno di te, un anno di me, un anno di noi», recita la variante edita ma sul palco lei canta «L’amore non va ma poi cambierà, amore lo sai è un anno di guai ma è un anno di noi». Un trucchetto del maestro Bigazzi che rende ancora più evidente il tema della canzone, l’amore. Un amore intenso che traspare grazie all’interpretazione sentita della cantante.

Amore che, in un mondo sempre meno sostenitore delle belle voci e delle melodie classiche, un mondo che giudica senza pietà, continua a esistere nella vita di Francesca Alotta. L’amore per la musica ed è quello che ci auguriamo tutti: un anno di musica, un anno di noi.

Scritto da Francesco Costa
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