Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Vivo sospesa” di Nathalie
Ogni settimana una canzone da riscoprire, una performance da rivedere e un Festival da rivivere. Tutto questo e molto altro ancora è Sanremo Reloaded. A cura di Francesco Costa
Sanremo Reloaded è la rubrica settimanale curata da Francesco Costa che invita a guardare il Festival di Sanremo da una prospettiva diversa. Non i vincitori, non i tormentoni più inflazionati, ma quelle canzoni che sono passate sul palco dell’Ariston lasciando tracce più sottili, spesso ignorate o dimenticate troppo in fretta. Oggi parliamo di “Vivo sospesa”, presentata al Festival da Nathalie nel 2011.
Ogni settimana un brano e una performance tornano al centro dell’ascolto: pezzi che meritano di essere riascoltati, esibizioni da rivedere con occhi nuovi, canzoni da rivalutare lontano dal rumore della gara e dal peso delle classifiche. Sanremo Reloaded è un viaggio nella memoria del Festival, tra intuizioni rimaste in ombra, esperimenti coraggiosi e momenti che oggi, forse più di ieri, rivelano tutto il loro valore. Un invito a riscoprire Sanremo per quello che è sempre stato: un enorme archivio di storie e canzoni.
Sanremo Reloaded, sulle tracce di “Vivo sospesa” di Nathalie
Gli occhi vitrei e misteriosi di chi si era persa per strade sconosciute. I capelli rossi come il fuoco e come il calore del giorno nel quale si svelano i suoi sogni più puri, a lungo custoditi nella notte, tra i sospiri degli amanti. Nathalie sembra una creatura fantastica dei boschi mentre adagia elegantemente le dita sui tasti di un pianoforte e inizia a cantare “Vivo sospesa” che non è più soltanto il titolo della canzone – scritta e composta da lei – con cui partecipa al Festival di Sanremo del 2011, il primo condotto da Gianni Morandi (con la direzione artistica di Gianmarco Mazzi), ma una insaziabile sensazione.
Sospesa nel momento in cui tutto può succedere e si può ancora agire. Sospesa tra la quotidianità e il sogno realizzato in un battito di ciglia. Sospesa e incredula come chi ha lottato tanto per emergere e si ritrova nell’arco di pochi mesi, dopo tutta la fatica, coronata dalla vittoria della quarta edizione di X Factor, sul palco più importante d’Italia a competere con mostri sacri come Albano e Roberto Vecchioni che trionfa a sorpresa con la poetica “Chiamami ancora amore”, lasciando al secondo posto i Modà ed Emma con la hit “Arriverà”.
È l’anno di Belen co-conduttrice insieme alla Canalis, l’anno delle irresistibili incursioni di Luca e Paolo. È l’anno di Raphael Gualazzi che vince tra i giovani, di Davide Van De Sfroos e della sua “Yanez” in dialetto comasco, di Battiato che partecipa per la prima volta (accompagnando Luca Madonia). In gara tra i big, dallo stesso talent proviene Giusy Ferreri, ma è lei ad avere la meglio, in questa sua unica partecipazione, posizionandosi al settimo posto con un brano potente – eseguito in coppia con L’Aura durante la serata dei duetti – che unisce il pop al folk e al rock. Parte delicata, con un’interpretazione minimal e teatrale al contempo stesso, e dopo il primo ritornello si alza dal piano mentre l’arrangiamento di batteria alla Coldplay si fa più intenso. Il suo timbro graffiato accompagna un testo pieno di vita che invita a trasformare le ferite profonde e rendere il dolore un punto di forza in tempeste di vento.
Nel mentre, l’orchestra diretta dal maestro Lucio Fabbri, esplode sempre di più fino all’assolo di batteria e chitarre dopo il secondo ritornello, prima del potente bridge e dell’ultimo refrain, un tripudio di ritmo. Il tutto in contrapposizione con la presenza eterea, quasi fiabesca, di Nathalie che nel suo percorso, tra speranze e possibilità, non ha mai avuto paura di cambiare i suoi giorni, credendo sempre nei suoi sogni.