Seba Damico, cantautore anticonformista al debutto con “Sono un alieno” – INTERVISTA

Il brano accompagna l’uscita dell’ omonimo Ep dell’artista siciliano, disponibile dal 13 ottobre.

Si intitola “Sono un alieno”il pezzo scelto da Seba Damico per il suo battesimo discografico, una canzone leggera ma d’autore, che lancia un messaggio importante sul tema della diversità, intesa a 360 gradi. Uno stile orecchiabile ma non per questo profondo e introspettivo, che si presenta come il manifesto del suo mondo musicale, oltre che un giusto lancio discografico per l’interessante cantautore siciliano.

Ciao Sebastiano, partiamo dal tuo singolo d’esordio “Sono un alieno”, com’è nato e cosa rappresenta per te?

«L’idea del singolo ‘Sono un alieno’ è nata in una serata estiva. Mi trovavo in giro con la mia chitarra e mi sono fermato in una piazzetta da me spesso frequentata per buttare giù delle idee. Spesso ricevo critiche sul mio modo di vivere e di essere e a queste critiche ho voluto rispondere ironicamente con questo brano autobiografico. I bambini che giocavano nella piazzetta sono stati la ‘ciliegina sulla torta».

Quale messaggio hai voluto trasmettere nel videoclip diretto da Luca Grimaldi?

«Il messaggio che ho voluto trasmettere nel videoclip, è un messaggio di protesta verso i luoghi comuni della gente sul modo ‘normale di vivere’ ed è rivolto a tutte quelle persone che, come me, si sentono un po’ ‘aliene’ in questo pianeta. Ovviamente volevo trasmettere questo messaggio senza offendere chi rispetto a me ha abitudini o stili di vita differenti. Inoltre ho voluto inserire un contesto dove, in un bellissimo asilo infantile, nello specifico quello di Cimbro (Vergiate/Varese), ci sono bimbi che si divertono, che vivono bene insieme e dove tutto è nella normalità in quanto a quell’età non si hanno pregiudizi verso il prossimo».

Il brano anticipa l’omonimo EP, in uscita il 13 ottobre. Cosa lega le sette tracce presenti?

«’Sono un alieno’ è un brano diverso dai contenuti presenti nelle altre tracce dell’Ep. Semplicità e irrazionalità dei testi probabilmente legano tutti i brani fra di loro».

Quanto incide l’ironia nella stesura dei tuoi testi? Secondo te, è un modo per essere più incisivi rispetto ad una chiave di lettura più seriosa?

«In realtà l’ironia fa piu’ parte del singolo ‘Sono un alieno’. I restanti brani sono più romantici. Credo che ogni canzone richieda una chiave di lettura differente. Tutto dipende dal pezzo e dal messaggio che si vuol dare. ‘Sono un alieno’ è un brano che si sposa perfettamente con l’ironia».

Da cosa trai principalmente ispirazione per le tue produzioni?

«Principalmente da tutto quello che mi succede e che mi circonda e soprattutto da come mi sento io in quel preciso momento».

Facciamo un salto indietro nel tempo, quando e come è nata la tua passione per la musica?

«E’ nata da piccolissimo. Intorno ai 3 anni ho ricevuto la mia prima tastiera e iniziavo già a suonicchiare le melodie ad orecchio pur non conoscendo ancora le note musicali. Col tempo mi sono appassionato sempre piu’ alla musica e iniziai lo studio del pianoforte. Poi sono passato al basso elettrico e alla chitarra, ma è quest’ultimo strumento quello che più ha catturato la mia attenzione. Così negli anni ho iniziato a scrivere qualcosa ma dapprima senza crederci fino in fondo, anche perché in famiglia il musicista non era ben visto come una professione ma solo come un hobby. Ho pensato piu’ seriamente al mio progetto una volta conosciuto Giuliano Boursier con il quale ho iniziato a collaborare e che trovo un grande professionista».

Quali artisti o generi musicali hanno ispirato e accompagnato la tua crescita?

«Il genere dal quale sono sempre stato maggiormente ispirato è il pop rock. Sono cresciuto con artisti quali VASCO ROSSI, LIGABUE, MODA’, 883, CESARE CREMONINI, JOVANOTTI, PIERO PELU’ e tutt’ora sono influenzato dalle loro produzioni e dalle loro canzoni».

In questo particolare momento storico, segnato dall’avvento del web, in cui è più facile arrivare alla gente ma più difficile emergere, con quale spirito ti affacci al mercato discografico?

«Mi affaccio al mercato discografico senza enormi pretese. Se qualcosa un giorno dovrà arrivare sono convinto che arriverà, ma non sto lì ad aspettare con ansia il successo, la cosa per me più importante è fare bella musica e soprattutto arrivare al cuore della gente. Questo è il traguardo più ambito da me».

Quali sono i tuoi progetti per il futuro e/o sogni nel cassetto? Ci sono artisti con i quali ti piacerebbe collaborare?

«Come appena detto come progetto mi piacerebbe continuare a fare ascoltare la mia musica. A produrre album nuovi ma solo dopo ovviamente aver promosso per bene il mio primo ep ‘Sono un alieno’. Il mio sogno nel cassetto dunque è quello di riuscire a fare della mia musica una vera professione. Gli artisti con i quali mi piacerebbe collaborare potrebbero essere VASCO o LIGA… ma rimarrà solo utopia».

Alla luce di tutto quello che ci siamo detti, per concludere, quale messaggio vorresti trasmettere al pubblico, oggi, attraverso la tua musica?

«Al pubblico voglio trasmettere un messaggio di amore e rispetto verso il mondo in cui ci troviamo e verso chi lo abita e, in ultimo, non vergognarsi mai della parte “ALIENA” che abita dentro di noi».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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