Serena Brancale torna a Sanremo con “Qui con me”: tanta anima e tanto cuore – RECENSIONE
Una dedica intensa alla madre scomparsa nel 2020: Serena Brancale torna all’Ariston con una ballata essenziale e profondissima, dal titolo “Qui con me”
Terza partecipazione a Sanremo per Serena Brancale, che ritorna al Festival in gara con “Qui con me”, brano firmato dalla cantautrice pugliese con Noemi Bruno, Fiat 131, Salvatore Mineo, Carlo Avarello e Fabio Barnaba. Dopo aver anticipato il nostro giudizio con le consuete pagelle realizzate dopo l’ascolto in anteprima riservato alla stampa, approfondiamo il senso e il suono della canzone.
Serena Brancale, la recensione di “Qui con me”
C’è una differenza enorme tra cantare un’emozione e viverla davvero dentro una canzone. “Qui con me” appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il brano che Serena Brancale porterà in gara al prossimo Festival di Sanremo è una lettera aperta, intensa, dedicata a quella che lei stessa definisce la persona più importante della sua vita: sua madre, scomparsa nel 2020. E si sente. Si sente tutto. Non c’è bisogno di effetti, di costruzioni, di sovrastrutture: l’emozione arriva piena, diretta, autentica.
Dopo l’energia travolgente di “Anema e core” e la brillantezza di “Serenata”, qui Serena cambia completamente registro. La “zia” irriverente, magnetica, trascinante si mette da parte, lasciando spazio semplicemente a Serena: una figlia, prima ancora che un’artista, con l’urgenza di dire qualcosa a chi non c’è più… e inevitabilmente anche a tutti noi.
È un lato nuovo, soprattutto per il grande pubblico, che forse fino ad ora aveva intravisto solo una porzione del suo mondo. In “Qui con me” emerge invece tutta la profondità, la fragilità, la verità. È una canzone che non cerca il colpo di scena: cerca la presenza. E la trova. E poi c’è la voce, che finalmente smetterà di essere un segreto per pochi. Serena Brancale ha già dimostrato tanto, ma qui sembra voler dire: adesso vi faccio vedere davvero chi sono.
Sul palco, ha annunciato che porterà soltanto questo: la sua voce, l’asta del microfono, nient’altro. Una scelta essenziale, quasi radicale. Perché quando hai qualcosa di così vero da raccontare, non serve aggiungere altro. Che a cantare non la batta nessuno, lo sapevamo in pochi. Ora lo saprà tutta Italia. E forse non solo.