“Settembre” di Antonello Venditti: te la ricordi questa?

Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Settembre” di Antonello Venditti

La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 1986 con “Settembre” di Antonello Venditti.

Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.

Ti sblocco un ricordo: “Settembre” di Antonello Venditti

Settembre”, pubblicata nel 1986 nell’album “Venditti e segreti“, è una delle canzoni più intense e malinconiche di Antonello Venditti, costruita attorno a un amore che prova a resistere alla paura del tempo e alla consapevolezza della separazione. Fin dal verso d’apertura, “Stai con me”, il brano assume la forma di una richiesta intima e quasi disperata: restare vicini, stringersi “con tutta l’anima”, prima che arrivi un nuovo giorno.

La notte diventa così uno spazio sospeso, nel quale i due protagonisti possono ancora proteggersi dal mondo. Gli occhi chiusi che cercano quelli dell’altro, le lacrime che cadono e la musica che lentamente si spegne compongono un’atmosfera fragile, fatta di silenzi e parole ancora non dette. Il momento decisivo viene continuamente rimandato: “Chissà chi è il primo di noi due che parlerà”. Perché parlare significa forse rompere quell’incantesimo e fare i conti con ciò che sta per accadere.

Il settembre del titolo è la metafora perfetta dell’arrivo dell’autunno: i suoi “venti di pioggia” rappresentano tutto ciò che dall’esterno minaccia il rapporto, il cambiamento inevitabile, la fine di una stagione sentimentale. Ma il brano non si arrende alla malinconia. Prima c’è un “Adesso no”, poi addirittura un “Settembre non ci troverà”: l’amore prova a congelare il tempo, a conquistare almeno un ultimo frammento di eternità.

La forza della canzone sta proprio in questo contrasto tra la consapevolezza che qualcosa possa finire e il desiderio ostinato di credere ancora possibile una rinascita. L’alba che arriva “come un miracolo” non è soltanto quella del nuovo giorno, ma la possibilità di ricominciare.

Settembre” è dunque una ballata sulla fragilità dell’amore, ma anche sulla sua capacità di diventare rifugio. Venditti racconta un sentimento senza grandi dichiarazioni, affidandosi alla fisicità di un abbraccio e alla paura di perdere l’altro. E quando la musica finisce, resta la domanda più importante: chi parlerà per primo? Perché a volte, prima delle parole, c’è soltanto il bisogno di stringersi ancora un po’.

Il testo di “Settembre” di Antonello Venditti

Stai con me, com’è difficile

Stringerti a me con tutta l’anima

Restiamo insieme fino a quando gli occhi tuoi

Ancora chiusi, troveranno gli occhi miei

Stai con me per ogni lacrima

Che cade giù da questa nuvola

Quando la notte piano piano finirà

Chissà chi è il primo di noi due che parlerà

Settembre poi ci prenderà

Coi suoi venti di pioggia vincerà

Adesso no, ferma il tuo attimo

Stringiti a me per questo secolo

Quando la musica pian piano finirà

Come un miracolo, poi, l’alba nascerà

Restiamo insieme fino a quando gli occhi tuoi

Ancora chiusi, troveranno gli occhi miei

Settembre non ci troverà

Coi suoi venti non può, non vincerà

Adesso sì, tutto è possibile

Farlo così, con tutta l’anima

Quando la musica pian piano finirà

Chissà chi è il primo di noi due, chi parlerà

Scritto da Nico Donvito
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