“Shisa” di Mietta: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Shisa” di Mietta
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2003 con “Shisa” di Mietta.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “Shisa” di Mietta
Con “Shisa”, Mietta compie una delle svolte più particolari della sua carriera, abbandonando temporaneamente il pop melodico che l’aveva resa celebre per immergersi in un universo sonoro fatto di suggestioni orientali, elettronica e atmosfere sospese. Scritto da Mango, il brano porta con sé molte delle caratteristiche più riconoscibili dell’autore lucano: una scrittura evocativa, ricca di immagini naturali e sensazioni più che di narrazioni lineari.
Il testo non racconta una storia precisa, ma costruisce un paesaggio emotivo. L’amore viene rappresentato come una presenza che invade ogni elemento della realtà: il cielo, il vento, la luna, l’acqua e la luce diventano simboli di un sentimento che trascende la dimensione concreta. Le rondini sul filo, le “gocce sulla luna” e il “sole di fortuna” sono immagini che richiamano una dimensione quasi onirica, nella quale il confine tra sogno e realtà appare sfumato.
Anche il tema dell’acqua ricorre con forza nel testo. L’interrogativo “che acqua sei, cosa sarai” suggerisce l’idea di un sentimento mutevole e impossibile da trattenere, mentre l’immagine dell’“acqua d’estate sul mio seno” trasmette sensualità, freschezza e abbandono emotivo. È un amore che non viene spiegato, ma vissuto attraverso i sensi.
Le sonorità electro-pop e gli arabeggiamenti della produzione amplificano ulteriormente questa dimensione sospesa, creando un’atmosfera ipnotica che accompagna perfettamente la voce intensa di Mietta. “Shisa” resta così uno dei brani più sperimentali e affascinanti del suo repertorio: una canzone che privilegia le emozioni alle spiegazioni e che trasforma l’innamoramento in un viaggio fatto di immagini, suggestioni e pura evocazione poetica.
Il testo di “Shisa” di Mietta
Io con te in questo cielo rondini sul filo
perché perché d’azzurro intenso ora penso a te
shisa raffiche di sogni
shisa bagni gli occhi miei
io per me avrei deciso inferno e paradiso
ci sei ci sei sei già nell’aria portami con te
shisa gocce sulla luna
shisa le tue mani di più
che acqua sei cosa sarai
acqua d’estate sul mio senoshisa sole di fortuna
shisa questa notte sei ci sei per me
scintilla la mia anima nell’aria
oro e miele che si scioglie
io con te in questo cielo rondini sul filo
ci sei ci sei il buio splende sbanda il cuore mio
shisa gocce sulla luna
shisa le tue mani di più
che acqua sei cosa sarai
acqua d’estate sul mio seno
shisa sole di fortuna
shisa questa notte sei ci sei per me