Simo Veludo

A tu per tu con il giovane cantautore torinese, alla vigilia della sua partecipazione all’edizione 2021 del Festival di Castrocaro

Talento e passione, con questo sostantivo maschile e questo sostantivo femminile potremmo definire in sintesi Simo Veludo, artista classe ’95 che abbiamo avuto modo di incontrare in occasione della sua partecipazione alla 64esima edizione del Festival di Castrocaro, che sarà trasmessa in prima serata su Rai Due martedì 7 settembre. Approfondiamo la sua conoscenza.

Ciao Simone, benvenuto. Mancano pochi giorni alla finalissima di Castrocaro 2021, come stai esorcizzando questa attesa?

«L’adrenalina è accompagnata da un po’ di paura, perchè il palco è un gran palco e l’occasione è una bellissima occasione. Le sensazioni sono contrastanti, ma vanno di pari passo. Sto bene e sono molto gasato».

“Mutande” è il brano inedito che presentirai in gara, un titolo all’apparenza ironico, mentre la canzone è molto profonda e da te eseguita in maniera parecchio sentita. Cosa ti ha spinto a scegliere di proporre proprio questo pezzo?

«Sì, è un brano molto sentito, perchè all’interno ci ho messo più esperienza personale possibile. Ho scelto di presentare un pezzo autentico, racconta di una storia non a lieto fine. La solita storia, vissuta però dal mio punto di vista, il che la rende unica e molto personale».

Come cover, invece, cosa hai scelto di proporre al pubblico e alla giuria?

«Ho scelto “In alto mare” di Loredana Bertè, da me riletta in versione chitarra e voce, quasi da busker, avendo vissuto l’esperienza di artista di strada. Qualora i giudici volessero ascoltare altro, ho preparato anche “Say something” di Christina Aguilera & A Great Big World e la sigla di “Willy, il principe di BelAir” realizzata con l’ausilio della loop station».

Ti senti appartenente ad una qualche scena musicale? Ti identifichi in un genere specifico?

«Se proprio devo dare delle definizioni per facilitare la comunicazione e la categorizzazione, ti direi un indie-pop con delle influenze hip hop ed elettroniche».

A chi si rivolge oggi la tua musica e chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

«Oggi si rivolge a tutte le persone sensibili, senza alcuna età specifica. In futuro spero che arrivi a più gente possibile».

Videointervista a Simo Veludo | Castrocaro 2021

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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