Solchi, parliamo de “Gli occhi del musicista” di Enrico Ruggeri 

Gli occhi del musicista Enrico Ruggeri

Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo de “Gli occhi del musicista” di Enrico Ruggeri. A cura di Marco Baroni

In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.

In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste ec he meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.

Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.

Il nostro viaggio prosegue con “Gli occhi del musicista” di Enrico Ruggeri, pubblicato da Anyway nel 2003.

Solchi, parliamo de “Gli occhi del musicista” di Enrico Ruggeri

Con la splendida trasmissione che prende il titolo da questo disco, Enrico Ruggeri ritorna alla prova da conduttore in forma smagliante, regalandoci in seconda serata sulla Rai momenti di cultura e di musica, compreso uno sguardo ai giovani, necessario.

Questo disco contiene episodi di grande spessore, come il cantautore ci ha abituato nella sua ultra decennale carriera, “Morirò d’amore” e’ un pezzo meraviglioso assieme a “La preghiera del matto”, brano sociale, sulla malattia mentale. Storie, belle storie in musica e parole.

C’è da fare una considerazione d’obbligo per me. Onore al lavoro di quest’uomo, che ha sempre attraversato il tempo senza mai abbassare lo sguardo, o sbagliare un disco. Fedele a se stesso sempre. Con picchi altissimi e conseguenti momenti di bassa marea, ma mai banale o scontato.

Altre cose da segnalare su questo vinile, “La spina” (meravigliosa), e la doppietta splendida “Nessuno tocchi Caino” e “Primavera a Sarajevo” presentate a Sanremo entrambe, nel 2002 la prima e nel 2003 la seconda, con il solito grande clamore, per qualità e bellezza delle canzoni. Vai Rouge !

Scritto da Marco Baroni
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