Solchi, parliamo dell’album “1” dei Matia Bazar

1 Matia Bazar

Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo di “1” dei Matia Bazar. A cura di Marco Baroni

In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.

In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste ec he meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.

Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.

Il nostro viaggio prosegue con “1” dei Matia Bazar pubblicato da EMI nel 1976.

Solchi, parliamo dell’album “1” dei Matia Bazar

Tra le band più importanti d’Italia, mi sono imbattuto nuovamente in questo ascolto, dell’esordio. Ai tempi la formazione storica ovviamente, composta da Antonella Ruggiero, Piero Cassano, Giancarlo Golzi, Aldo Stellita e Carlo Marrale. I testi per la stragrande maggioranza degli album, fino alla prematura scomparsa sono stati opera del mitico Stellita. 

Brani come le hit “Per un’ora d’amore” e “Stasera che sera” sono nell’immaginario collettivo di una generazione che si è fatta grande ormai. Ma l’universo Matia Bazar iniziò con questo capitolo importantissimo. Arriverà a toccare apici di vendita e paesi lontani con altre hit. Qui la voce di Antonella Ruggiero si impone assieme ai suoi compagni.

Da ricordare anche le splendide “Cavallo bianco” e “Un domani sempre pieno di te”. E’ un tassello che scorre sul giradischi e suona fresco, più che per le sonorità che risentono ovviamente il passaggio inequivocabile del tempo, per le canzoni e per il loro stampo compositivo e lirico, grazie agli interventi di Piero Cassano, Giancarlo Golzi e Carlo Marrale. 

Consiglio nelle ultime settimane di questa estate torrida, l’ascolto integrale di un disco importantissimo per la nostra penisola, direttamente inserito nella cultura musicale del nostro paese.

Scritto da Marco Baroni
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