Solchi, parliamo dell’album “Bindi” di Umberto Bindi

Umberto Bindi

Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo di “Bindi” di Umberto Bindi. A cura di Marco Baroni

In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.

In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste ec he meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.

Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.

Il nostro viaggio prosegue con “Bindi” di Umberto Bindi pubblicato da Ricordi nel 1960.

Solchi, parliamo di “Bindi” di Umberto Bindi

Gino Paoli in un omaggio a Sanremo definì Bindi, amico e collega, un autore compositore artista geniale, vessato e massacrato dall’ingiustizia umana. E poi ne declamò la bellezza artistica cantando “Il nostro concerto”. Sono reduce dalla lettura di un libro “L’anello di Bindi” di Ferdinando Molteni, che racconta l’avvicendarsi dell’omosessualità attraverso le epoche musicali, consiglio per questo una raccolta, intitolata semplicemente “Bindi”.

Parte della prima e straordinaria produzione musicale dell’artista genovese, assieme alle parole dello straordinario Giorgio Calabrese, in questo lp si riassapora una musica lontana e meravigliosa, vicina alla musica classica per composizione ma prestata al pop che ai tempi vendette milioni di copie. E quindi, sull’onda di un’artistra dimenticato ma assolutamente da riscoprire, oltre alla monumentale “Il nostro concerto”, anche “Arrivederci”, “Un paradiso da vendere”, la meravigliosa “E’ vero”, la struggente “Un giorno un mese un anno” e la chiusura con “Se ci sei”. Fatevi un regalo.

Scritto da Marco Baroni
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