Solchi, parliamo dell’album “Lo stato naturale” di Rossana Casale

Lo stato naturale Rossana Casale

Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo di “Lo stato naturale” di Rossana Casale. A cura di Marco Baroni

In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.

In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste ec he meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.

Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.

Il nostro viaggio prosegue con “Lo stato naturale” di Rossana Casale pubblicato da Polygram nel 1991.

Solchi, parliamo dell’album “Lo stato naturale” di Rossana Casale

Amo profondamente l’eclettismo di Rossana Casale. Tra l’altro questo vinile ha un inserto splendido e curatissimo dove i testi sono affiancati da disegni splendidi. Siamo nel 1991 e se “Terra” si accontenta di un tiepidissimo 17esimo posto a Sanremo, l’album e’ di rara bellezza.

Si apre con l’etnica “Lo stato naturale”, si passa alla meravigliosa “Per me”, piccolo inno alla riflessione e al cambiamento interiore. Le percussioni del compianto Candelo Cabezas sono parte del tessuto sonoro in “Siamo vivi”, bella istantanea sulla felicita’ inattesa.

Il collettivo Toure’ Kunda (di fama mondiale) impreziosisce “Terra” in una matrioska sonora eccezionale. Si passa al lato B e “Che fare” apre la seconda facciata. In “La grande strada” un’incomunicabilita’ di fondo canta splendide parole su chitarre acustiche leggere.

Pioggia”, con un pianoforte meraviglioso ci racconta (attraverso il testo della stessa Casale) il rito propizio della pioggia vista con metafore e significati vari, splendida. “Male” dal sapore flamenco, ci parla delle fatiche d’amore che tutti abbiamo provato.

Si chiude con i sax di “Spiaggia libera”, dove il territorio jazz-pop riapre lentamente la via alle strade che Rossana ripercorrerà nuovamente, e poi  “Senza”, che chiude questo gioiello di grande musica, raffinata ed elegante, proprio come lei.

Un corollario di grandi musicisti coordinati da Maurizio Fabrizio e il lavoro preziosissimo ai testi, firmati da Guido Morra. Ri-scopritelo!

Scritto da Marco Baroni
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