Solchi, parliamo di “Confusione” di Beppe Cantarelli
Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo di “Confusione” di Beppe Cantarelli. A cura di Marco Baroni
In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.
In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste ec he meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.
Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.
Il nostro viaggio prosegue con “Confusione” di Beppe Cantarelli pubblicato da Cbs nel 1979.
Solchi, parliamo di “Confusione” di Beppe Cantarelli
Siamo nel 1979, Beppe Cantarelli è un lampo di freschezza che prende spunto direttamente dalle ritmiche disco music americane, sembra di entrare in un club quando parte “Prendimi con te”, gli arrangiamenti sono curatissimi e spaziali, “Milano-Madrid” viaggia su percussioni latin che si intrecciano al basso suonato da Dino D’Autorio, la storia di Anna che non avrà luogo nonostante una distanza siderale, mentre “Come un sogno” spezza il ballo mantenendo il tutto su un down tempo piacevolissimo, musica al tramonto sulla spiaggia. “Volano i pensieri su barchette di giornale e sei proprio tu”.
Il lato b parte con la title track, brano sull’instabilità, i sintetizzatori urlano e la cosa che regge la voce brillante e leggermente rauca di Cantarelli sono le atmosfere funk che non demordono, mai, è un viaggio nel clamore di quegli anni. La chitarra elettrica di Cantarelli è una meraviglia in questo solo. In “Tocca a me” le chitarre acustiche accompagnano un uomo che rimane solo, il ritornello si spezza in due, il contrappunto sulla strofa è sensibile e questo chorus che sa di Bee Gees chiude con un solo di sax. “Se il mio canto sei tu” ci avvia verso la chiusura di “Che cosa mi succede stasera”.
I testi su questo filone musicale, non erano impegnati, le parole suonavano bene, non scadevano mai nel ridicolo anzi, semplicemente si facevano evocare dalle atmosfere musicali, importante considerazione. Consiglio agli amanti della musica questo album spaventoso per avanguardia e bellezza, un vero e proprio gioiello di architettura sonora pop in un Italia, quella della fine degli anni ’70, ancora estremamente legata alle tradizioni.
Beppe Cantarelli, dopo un timido riscontro di pubblico, in un paese non ancora pronto, si trasferì negli Stati Uniti dove iniziò una carriera fenomenale al fianco di alcune star planetarie. Fantastico. Buon ascolto.