Solchi, parliamo di “Io canto 2” di Laura Pausini
Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo di “Io canto 2” di Laura Pausini. A cura di Marco Baroni
In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.
In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste ec he meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.
Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.
Il nostro viaggio prosegue con “Io canto 2” di Laura Pausini, pubblicato da Warner Music nel 2026.
Solchi, parliamo di “Io canto 2” di Laura Pausini
Laura Pausini è al centro di un putiferio mediatico, la stanno prendendo tutti un po’ a tiro, tra l’altro su cose sicuramente discutibili. Ma la musica? Eccola. Non dimentichiamoci della sua carriera. Rispetto agli ultimi (poco convincenti) album di inediti, questa seconda raccolta di cover sa di dolce/amaro, dolce su (quasi tutte) le canzoni e amaro sul contorno della produzione.
L’inizio con “Ritorno ad amare” di Biagio Antonacci passa veloce verso “Quanno chiove” di Pino Daniele, dove il sound per quando tendente ad una modernità di cui non c’era bisogno, non centra il focus. La voce rimane sempre e comunque suprema. Stessa cosa per “Un senso” di Vasco Rossi, mentre “La isla bonita” di Madonna e “Já sei namorar” dei Trobalistas, sembrano li’ più per fare un piacere ad un pubblico già fedelissimo all’estero che altro.
Meglio “Immensamente” di Umberto Tozzi, che si fa largo in un misto tra atmosfere sognanti e ritmi funk leggeri su una hit senza tempo. “16 marzo” di Achille Lauro (in duetto) risalta davvero il brano, bellissimo. Anche “Ci vorrebbe il mare” di Marco Masini, rende la potenza di un capolavoro. Il capitolo “La mia storia tra le dita” non lo apriamo. Il resto va da sé. Aspettando nuovi brani potenti (dai Laura!) ho considerato aspetti positivi e negativi di questa ultima release.