Solchi, parliamo di “Lacrime” di Mia Martini
Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo di “Lacrime” di Mia Martini. A cura di Marco Baroni
In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.
In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste e che meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.
Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.
Il nostro viaggio prosegue con “Lacrime” degli Mia Martini pubblicato da Fonit Cetra nel 1992.
Solchi, parliamo di “Lacrime” di Mia Martini
Questo favoloso album dell’immensa Mia Martini, arrivò subito dopo il grande rilancio de “Almeno tu nell’universo” a Sanremo, dopo anni di oblio indotto dallo stesso mondo che le aveva regalato la popolarità immensa che ha sempre meritato, e che oggi merita ancora a distanza di moltissimi anni dalla sua prematura scomparsa. “Gli uomini non cambiano” rimane attuale più che mai nella sua analisi perfetta e oltremodo chirurgica. “Dio c’è” scritta da Mimmo Cavallo, ci parla di un’indifferenza di base che va gridata a squarciagola, fantastica.
“Uomini farfalla” parla di un incontro dalle sfumature erotiche che diventa omosessuale la sera dell’incontro, e lo fa con una melodia struggente e la voce paradisiaca di Mimì su questa canzone scritta da Maurizio Piccoli. “Il fiume dei profumi” chiude il lato a, scritta da un Biagio Antonacci in odor di grandissimo successo come cantautore.
La title track parla di un amore dipendente dal quale è impossibile uscire. Ancora emozioni in “Versilia”, racconto di un amore toscano disperso tra stabilimenti balneari nell’estate. La chiusura affidata a Enzo Gragnaniello ci riporta ad un suono orientale, i due collaborarono a lungo. “Scienne l’argento” è la degna chiusura di un lp bellissimo che andrebbe valorizzato, esattamente come la splendida personalità artistica incarnata nella voce e nell’anima di Mia Martini.