Solchi, parliamo di “Millennio” di Eugenio Finardi
Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo di “Millennio” di Eugenio Finardi. A cura di Marco Baroni
In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.
In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste ec he meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.
Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.
Il nostro viaggio prosegue con “Millennio” di Eugenio Finardi, pubblicato da Wea nel 1991.
Solchi, parliamo di “Millennio” di Eugenio Finardi
Uno dei cantautori più sensibili che abbiamo in Italia. L’ho sempre pensato. Così profondo che la sua quasi totale avversione nei confronti del mondo del music business, e’ sempre stata un’ovvia conseguenza. “Millennio” è uno dei tasselli di questa personalità.
Un disco fortunato che, seppur ovviamente fuori dal clamore dei mitici ‘70, resta in piena linea con il periodo di grande assestamento che gli anni ‘90 hanno significato per questo tipo di artisti. “Qualcosa in più” rivendica il bello della vita, la giusta apertura per un viaggio meraviglioso. La successiva “Mio cucciolo d’uomo” penso sia una delle più belle canzoni dedicate a un figlio.
“Millennio” su uno slap di basso, ci racconta “l’ultimo decennio del primo millennio”… senza risparmiare nessuno. “Nell’acqua” con i suoi fiati, ci ricorda che la vita e le sue complicazioni possono essere… lavate via. Splendida anche “Il vecchio sul ponte” con le immagini evocative di una gita familiare.
A chiudere ci pensa “Tutto gratis” che a sentirla non sembra avere l’età che ha raccimolato sulla carta. Eugenio Finardi è da scoprire, in ogni canzone, ogni verso, ogni nota. Sempre.