Solchi, parliamo di “Piccoli segni” di Simone Patrizi
Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo di “Piccoli segni” di Simone Patrizi. A cura di Marco Baroni
In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.
In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste ec he meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.
Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.
Il nostro viaggio prosegue con “Piccoli segni” di Simone Patrizi, pubblicato da Sony nel 2002.
Solchi, parliamo di “Piccoli segni” di Simone Patrizi
Comprai il cd di Simone Patrizi appena uscito. Mi colpì la sua genuinità e il suo sorriso sfavillante, felice proprio di fare musica. Il suo terzo posto a Sanremo Giovani fu segnato dal buon successo di “Se poi mi chiami”, anche se il disco ha ottime canzoni come “Lasciati accarezzare” e “Amami”.
Il tema centrale è di certo l’amore, scanzonato, diretto e molto semplice, composto da emozioni pure e gesti quotidiani. Splendide anche “Gocce di miele” e il fortunato singolo “Messaggi confusi” oltre a “L’onda”. Ma è “Lettere d’amore” l’episodio più bello.
Dopo un buon periodo iniziale si spenderà troppo presto i fari su di lui, che si dedicò ad altro, complici momenti di dispersione raccontati poi sui social, per pubblicare musica nuova. Rimane un ottimo esordio/ascolto, che ho rifatto appositamente per parlarne, perchè mi piacque molto ai tempi della sua uscita.