Solchi, parliamo di “Quando meno me lo aspetto” dei Tiromancino
Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo di “Quando meno me lo aspetto” dei Tiromancino. A cura di Marco Baroni
In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.
In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste ec he meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.
Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.
Il nostro viaggio prosegue con “Quando meno me lo aspetto” dei Tiromancino, pubblicato da Emi nel 2026.
Solchi, parliamo di “Quando meno me lo aspetto” dei Tiromancino
Federico Zampaglione torna con nuova musica. Il capitano della nave Tiromancino sforna un disco bello e pieno di colori e sfumature. Il singolo “Sto da Dio” se da una parte prende uno stereotipo blues, il testo lo porta in alto con questa voglia espressa di stare fuori dalle logiche e dai giochi di potere. La title track parla della voglia di accogliere la felicità per come e quando arriva, senza inseguirla.
“Mi rituffo nella notte” e’ pura voglia di scappare nella mischia, dopo una rottura, come reazione al dolore. “Gennaio 2016” con la sua sincerità è il pezzo migliore del disco, quello per cui vale la pena l’acquisto fisico e il biglietto del concerto (la seconda li vale comunque per la bellezza di alcune canzoni del passato). Da segnalare anche “Gli alieni siamo noi”, alla ricerca di un pianeta (il nostro) smarrito e bistrattato. Una sorta di ecologismo in poesia. Un bel disco, in questi tempi di grandissima quantità il mestiere si nota ancora, anzi, si sente.