Solchi, parliamo di “Tarek da colorare” di Rancore
Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo di “Tarek da colorare” di Rancore. A cura di Marco Baroni
In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.
In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste ec he meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.
Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.
Il nostro viaggio prosegue con “Tarek da colorare” di Rancore, pubblicato da Universal nel 2026.
Solchi, parliamo di “Tarek da colorare” di Rancore
Amo Rancore. È complesso analizzare questo artista. Se l’ultimo album “Xenoverso” era un capolavoro di scrittura, questo “Tarek da colorare” non è da meno. “Fanfole” ci racconta l’Italia attraverso le sue brutture con il suo stile inconfondibile.
“Basta!” parla della velocita’ della vita in rete. I numeri come status o biglietto da visita. Non solo sulla musica, ma nella vita. “Fiori del male” ci regala una disamina amara dei fiori del male, prendendo in prestito il ritornello celebre di Sergio Endrigo (scaravoltando il significato).
“Roma non può” è un racconto descrittivo sulla città eterna, con amore indissolubile. “Scale mobili” ci spiega la transitorieta’ interiore in modo spettacolare. “Neminen” denuncia il mondo del rap game, senza precedenti. Poi c’è “Nuovo single” in cui la difficoltà ad avere rapporti duraturi in un ecosistema emotivo abituato all’individualismo si fa sentire tantissimo.
Ancora da menzionare “L’Italia è l’unico paese che” a chiudere il mosaico di questo album splendido. Questa è scuola di parole. Arte sui beat. Viva Tarek! Viva Rancore!