Solchi, parliamo di “Variatio 22” di Daniele Groff
Il fascino del vinile, tra scoperte e riscoperte musicali: parliamo di “Variatio 22” di Daniele Groff. A cura di Marco Baroni
In un’era digitale, dove tutto è a portata di clic, il vinile resiste come un simbolo di autenticità, passione per la musica e rimane un oggetto prezioso, capace di raccontare storie attraverso i suoi solchi incisi.
In questa rubrica, Marco Baroni ci guiderà in un viaggio attraverso i solchi di vinili che hanno fatto la storia, esplorando non solo i classici intramontabili, ma anche le gemme nascoste ec he meritano un posto d’onore nelle collezioni degli appassionati.
Ogni settimana, esploreremo insieme dischi leggendari che hanno segnato la musica italiana, tra rarità dimenticate e indiscussi capolavori, riscoprendo il piacere di un ascolto autentico e senza tempo.“Solchi” è il luogo dove la musica torna a vibrare in tutta la sua purezza.
Il nostro viaggio prosegue con “Variatio 22” di Daniele Groff pubblicato da BMG nel 1999.
Solchi, parliamo di “Variatio 22” di Daniele Groff
Molti, spero tutti, si ricorderanno di quando la radio cominciò a programmare “Daisy” primo biglietto da visita del trentino Daniele Groff. Il cd singolo fece capolino nei negozi.
In quel periodo in Italia fu il primo, e forse l’unico ad adottare uno stile sonoro tipicamente british, la produzione era improntata pesantemente su una sezione ritmica serrata che utilizzava negli episodi più dolci un’orchestra splendida a “colorare” le canzoni, e questo in un certo senso destò attenzione da parte dei media e della critica.
Il pubblico italiano rimase più attaccato a canzoni radiofoniche come la sopra citata, oppure “Adesso” con annesso esordio al Festival Di Sanremo, fino alla splendida “Lamerica” che consiglio vivamente di recuperare. Daniele Groff era atipico, la sua immagine era normalissima, con la chitarra cantava i sentimenti e le storie quotidiane, l’influenza britannica trovò spazio in “Everyday” mentre canzoni come “Io sono io” omaggiavano il rock più street.
“Un mondo da scoprire” era una delle mie preferite di questo primo lavoro, che ricordo con piacere, nel vasto panorama pop italiano. La fine degli anni ’90, a un soffio dal nuovo millennio, ci regalò questo artista e le sue canzoni, fu bellissimo incontrarlo e stringergli la mano qualche anno fa durante un suo concerto acustico.
Daniele Groff ha inciso altri die dischi, per cominciare partirei proprio da questo di cui ho appena parlato, non ve ne pentirete.