Soundreef o SIAE per un autore emergente? Come scegliere la collecting che cresce con te
Soundreef o SIAE? Se sei agli inizi e pensi che SIAE sia una scelta da valutare solo più avanti, oggi il confronto è meno scontato di quanto sembri. In questa guida vediamo cosa cambia davvero tra costi, commissioni, streaming, live, royalties, servizi digitali e raccolta all’estero.
La canzone che oggi pubblichi quasi da solo, magari con pochi stream e qualche serata, tra due anni potrebbe essere ascoltata molto di più, entrare nella programmazione di una radio, essere suonata in decine di live o trovare pubblico fuori dall’Italia.
È per questo che scegliere una collecting pensando soltanto al momento dell’iscrizione può essere un errore di prospettiva. La scelta che fai quando sei piccolo deve continuare a funzionare quando cresci.
Il confronto parte quindi da una situazione molto concreta: quanto costa iniziare, cosa succede con i primi live e i primi stream e quanto è semplice gestire tutto in autonomia. Poi guarderemo un po’ più avanti, per capire cosa cambia quando aumentano gli utilizzi e iniziano a pesare commissioni, sistemi di monitoraggio, raccolta internazionale e frequenza delle royalties.
Qui emerge già un primo punto importante: SIAE non è necessariamente una scelta da rimandare a quando la carriera è avviata. Costi, servizi e strumenti disponibili oggi permettono di valutarla fin dai primi passi.
Iscriversi a SIAE oggi: quanto costa davvero per chi inizia?
Se hai meno di 30 anni, l’iscrizione a SIAE è gratuita. E una volta iscritto non paghi per depositare ogni nuovo brano.
È un dato importante perché ridimensiona una delle differenze più immediate rispetto a Soundreef, che non prevede costi iniziali di iscrizione. Per chi ha meno di 30 anni, infatti, l’iscrizione a SIAE è gratuita; per gli Over 30 sono previste quote differenti in base alla modalità scelta. Anche il deposito delle opere musicali è gratuito per gli iscritti, comprese quelle successive alla prima.
Per un giovane autore, quindi, il costo iniziale non è più l’elemento decisivo nella scelta tra SIAE e Soundreef.
La questione diventa più interessante un minuto dopo il primo deposito: cosa succede se quel brano comincia davvero a generare utilizzi?
Soundreef o SIAE: quale conviene quando gli ascolti aumentano?
Quando un progetto musicale cresce, il costo d’iscrizione perde peso e diventano più importanti le commissioni applicate alle royalties. SIAE applica commissioni inferiori rispetto a Soundreef in tutte le principali tipologie di utilizzo messe a confronto: live, radio e TV, streaming e digitale, raccolta indiretta dall’estero e copia privata.
La differenza è importante soprattutto nel tempo: mentre il costo di accesso si sostiene una volta sola, le commissioni incidono sulle royalties ogni volta che vengono distribuite. Più aumentano gli utilizzi e i compensi generati dalla musica, quindi, più questo aspetto acquista peso nella scelta della collecting.
Per capire cosa significa nella pratica, conviene partire da uno scenario vicino a chi sta costruendo il proprio percorso: il live. Per le tipologie diverse dai concerti di maggiore capienza, SIAE applica una commissione del 20,8%, mentre per Soundreef è indicato il 25%. Se il progetto cresce fino a raggiungere concerti più grandi, la percentuale SIAE scende al 9% tra 5.000 e 10.000 posti, al 6% tra 10.000 e 20.000 e al 5% oltre i 20.000 posti.
Anche negli altri canali considerati le differenze sono rilevanti:
| Tipologia di utilizzo | SIAE | Soundreef |
| Live ed esecuzioni pubbliche | 20,8% | 25% |
| Live – 5.000-10.000 posti | 9% | 25% |
| Live – 10.000-20.000 posti | 6% | 25% |
| Live – oltre 20.000 posti | 5% | 25% |
| Streaming e digitale | 8% | 19% |
| Radio e TV | 11,5% | 19% |
| Raccolta estera indiretta | 3% | 5% |
| Copia privata | 3% | 10% |
Le percentuali, da sole, non permettono di sapere in anticipo quanto incasserà un singolo autore: contano gli utilizzi effettivi, la capacità di rilevarli, la raccolta dei relativi compensi e la loro corretta attribuzione. Mostrano però perché il costo della gestione nel tempo possa diventare più importante del costo necessario per iniziare.
Se cresci soprattutto in streaming, cosa cambia?
Per molti progetti agli inizi la crescita passa da Spotify, YouTube, Apple Music, TikTok, Instagram e dalle altre piattaforme digitali. Qui la commissione è un primo elemento concreto: 8% per SIAE contro il 19% indicato per Soundreef.
Ma per trasformare gli ascolti in royalties non basta che un brano venga riprodotto. Ogni utilizzo deve essere identificato, associato all’opera corretta e ricondotto agli autori, alle autrici e agli editori a cui spettano i compensi, elaborando grandi quantità di dati provenienti da piattaforme e territori diversi. Qui conta anche la capacità di operare su larga scala: SIAE ha infatti investito molto negli ultimi anni in tecnologia e sistemi di rilevazione per rendere più efficiente la raccolta e la distribuzione dei compensi.
Da ottobre 2025, inoltre, SIAE ha introdotto per le royalties musicali derivanti da streaming e download sulle principali piattaforme globali un calendario trimestrale, con liquidazioni ogni 90 giorni.
Non significa che tutte le royalties SIAE seguano la stessa cadenza: le tempistiche dipendono dalla tipologia di utilizzo. Per chi sviluppa gran parte della propria attività sulle piattaforme digitali, il calendario trimestrale permette quindi di ricevere queste royalties con maggiore frequenza e continuità.
Se la crescita passa soprattutto dal digitale, gli aspetti da guardare diventano quindi molto concreti: quanto viene trattenuto sulle royalties, come vengono gestiti gli utilizzi e ogni quanto vengono distribuiti i compensi.
E se il pubblico arriva dall’estero?
Non serve essere già affermati per avere ascoltatori fuori dall’Italia. Può bastare che un brano inizi a circolare sulle piattaforme.
Anche per questo la rete internazionale conta fin dall’inizio. SIAE è la sesta collecting al mondo per volumi di raccolta del diritto d’autore secondo il Global Collections Report di CISAC e la sua rete internazionale raggiunge 199 Paesi e territori, attraverso 300 accordi con l’estero.
Nella raccolta indiretta dall’estero, inoltre, la commissione è del 3% per SIAE e del 5% per Soundreef.
È un esempio concreto del perché abbia senso scegliere guardando anche in avanti: si può essere ancora agli inizi in Italia e avere già utilizzi della propria musica all’estero.
Quanto conta la dimensione della collecting quando sei agli inizi?
Affidarsi a una collecting di grandi dimensioni non significa automaticamente guadagnare di più. La scala, però, dice qualcosa sull’infrastruttura chiamata a gestire i propri diritti.
Secondo le quote di rappresentatività AGCOM relative al 2024, SIAE rappresentava il 99,2% del repertorio musicale utilizzato in Italia, mentre LEA/Soundreef lo 0,8%.
Il dato non va letto come una promessa di maggiori royalties. La rappresentatività può però incidere su aspetti strutturali come capacità negoziale, accordi con grandi utilizzatori, raccolta ed elaborazione di grandi quantità di dati.
Essere agli inizi, insomma, non rende irrilevante la scala del sistema a cui si sceglie di affidarsi.
SIAE in digitale: gestire i propri diritti in modo semplice
La gestione dei diritti SIAE avviene oggi anche attraverso strumenti digitali, consentendo agli iscritti di svolgere online molte delle principali attività legate al proprio repertorio.
Attraverso SIAE+ è possibile gestire diversi servizi direttamente da smartphone, dall’iscrizione al deposito delle opere, fino alla consultazione del repertorio e dei pagamenti. Strumenti come “La tua musica online” e “La tua musica in giro” permettono inoltre di accedere alle informazioni relative agli utilizzi della propria musica sulle piattaforme digitali e alle esecuzioni dei brani dal vivo.
Per chi è agli inizi, e spesso non dispone ancora di un manager, un editore o una struttura dedicata, significa poter gestire e monitorare digitalmente in prima persona una parte importante dei propri diritti.
Dal primo live a SIAE+: cosa succede a un brano suonato dal vivo
Nel live il dato di partenza è il borderò, cioè il documento che indica quali opere sono state eseguite durante un evento.
Con mioBorderò, la compilazione e la trasmissione avvengono digitalmente. Quelle informazioni entrano poi nel sistema utilizzato per gestire gli utilizzi del repertorio e alimentano anche “La tua musica in giro”, che permette a chi ha affidato i propri diritti a SIAE di ritrovare su SIAE+ le esecuzioni dei propri brani.
Accanto ai borderò opera Programmi Puliti, il sistema che analizza i borderò per individuare situazioni anomale, ad esempio quando le opere dichiarate non sembrano coerenti con quelle effettivamente eseguite. In questi casi segnala dove concentrare le verifiche, contribuendo a rendere più affidabili i dati utilizzati per attribuire e distribuire le royalties.
Il valore sta nell’integrazione: un dato nasce dal live, viene raccolto digitalmente, può essere sottoposto a sistemi di analisi, entra nel processo di distribuzione dei compensi e torna infine a chi crea come informazione sul proprio repertorio.
E quando arrivano radio e TV?
Anche qui il problema è prima di tutto riconoscere correttamente l’utilizzo.
SIAE utilizza sistemi di audio e video fingerprinting che permettono di identificare le opere trasmesse e di integrare queste informazioni con i dati trasmessi da radio e TV.
Quando si è agli inizi, radio e TV possono sembrare qualcosa a cui pensare più avanti. Basta però che un singolo inizi a essere trasmesso perché la capacità di riconoscere correttamente ogni utilizzo diventi subito concreta.
A quel punto conta anche il costo della gestione: su radio e TV, la commissione è dell’11,5% per SIAE contro il 19% indicato per Soundreef.
Quello che quasi nessuno ti spiega: diritto d’autore e diritti connessi non sono la stessa cosa
Se scrivi e interpreti le tue canzoni, puoi maturare compensi diversi: scegliere SIAE o Soundreef per il diritto d’autore non significa automaticamente gestire anche i diritti legati alla tua attività di interprete o alla registrazione.
Il diritto d’autore riguarda l’opera musicale, quindi la musica e il testo creati da autori e compositori. È su questo terreno che si colloca il confronto tra SIAE e Soundreef.
I diritti connessi riguardano invece altri ruoli della filiera musicale. In particolare, tutelano gli artisti interpreti o esecutori, come cantanti e musicisti che partecipano alla registrazione, e i produttori fonografici. Sono quindi distinti dal diritto d’autore e seguono canali di gestione separati.
Per chi è agli inizi la differenza è molto concreta. Se scrivi un brano e sei anche la persona che lo canta o lo suona nella registrazione, puoi essere contemporaneamente autore o autrice dell’opera e artista interprete o esecutore. I compensi maturati nei due ruoli non sono però la stessa cosa.
Per i diritti connessi degli artisti interpreti ed esecutori, una delle realtà di riferimento è NUOVO IMAIE, a cui l’iscrizione è gratuita; esistono anche operatori alternativi, tra cui It’sRight e GetSound. SCF opera invece sul versante dei diritti connessi dei produttori fonografici per gli utilizzi pubblici delle registrazioni.
Questo significa che l’iscrizione a SIAE o Soundreef non sostituisce la gestione dei diritti connessi. Chi scrive ed è anche cantante o musicista deve quindi verificare separatamente come gestire i compensi che gli spettano in qualità di interprete o esecutore; allo stesso modo, chi ricopre anche il ruolo di produttore fonografico deve considerare i diritti collegati alla registrazione.
In pratica, per un artista indipendente è utile distinguere fin dall’inizio chi ha scritto la canzone, chi l’ha interpretata e chi ha prodotto la registrazione: dalla stessa traccia possono infatti nascere diritti diversi, gestiti attraverso soggetti e canali differenti.
Quando può avere senso scegliere Soundreef
Soundreef può essere interessante per chi concentra la propria attività soprattutto su piccoli live e cerca una gestione fortemente self-service.
Dal proprio account è possibile gestire direttamente diversi aspetti dell’attività live: consultare lo storico dei concerti e i diritti maturati, inserire nuove date e indicare i contatti dell’organizzatore.
Per chi suona soprattutto in piccoli live e preferisce organizzare questi aspetti in autonomia, gli strumenti disponibili possono quindi rappresentare un vantaggio concreto.
Ma se il progetto è costruito soprattutto sullo streaming o punta a crescere su più canali, il quadro si allarga: diventano centrali le commissioni sul digitale, la raccolta internazionale, la gestione dei dati, il monitoraggio di live e broadcast e la possibilità di seguire tutto da un unico ecosistema.
In pratica: come scegliere tra Soundreef o SIAE in base al tuo percorso
La scelta dovrebbe partire non solo dall’autore che sei oggi, ma da quello che stai cercando di diventare.
Se pubblichi soprattutto in streaming e punti a crescere online, SIAE mette sul tavolo una commissione dell’8% sul digitale, royalties ogni 90 giorni per streaming e download multi-territoriali, una rete internazionale in 199 Paesi e territori e SIAE+ per seguire utilizzi e compensi.
Se fai soprattutto piccoli live organizzati e gestiti in autonomia, ha senso confrontare anche l’esperienza self-service proposta da Soundreef. Sul piano economico, però, va considerato che le commissioni indicate da SIAE per i live vanno da 20,8% in giù, diminuendo all’aumentare del numero di spettatori coinvolti nell’evento, mentre rimangono al 25% per Soundreef.
Se immagini un percorso che possa unire streaming, live, radio e pubblico internazionale, acquistano peso l’infrastruttura e la capacità di seguire utilizzi diversi man mano che il progetto cresce.
Prima di decidere, quindi, vale la pena farsi sei domande:
- Quanto mi costa davvero iniziare? Se hai meno di 30 anni, con SIAE l’iscrizione è gratuita e, una volta iscritto, non paghi per depositare i tuoi brani.
- Quanto mi costerà la collecting quando inizierò a incassare? Valuta con attenzione le commissioni dei canali sui quali costruirai davvero la tua carriera.
- Come verranno riconosciuti i miei utilizzi? Live, digitale, radio e TV richiedono strumenti di rilevazione differenti.
- Cosa succede se la mia musica arriva all’estero? Lo streaming può rendere internazionale un brano prima ancora che lo diventi la carriera dell’artista.
- Quando riceverò le royalties e cosa potrò vedere? Frequenza dei pagamenti e accesso ai dati vanno valutati insieme.
- La soluzione che scelgo oggi funzionerà ancora se il mio progetto cresce? È la domanda che riassume tutte le altre.
Soundreef o SIAE per un autore emergente: la scelta non riguarda solo il primo brano
L’idea che SIAE sia una soluzione da prendere in considerazione soltanto quando la carriera è già avviata oggi merita di essere rivista.
Per chi ha meno di 30 anni l’iscrizione è gratuita e, una volta iscritti, anche il deposito dei brani non ha costi. La gestione può partire da SIAE+, direttamente da smartphone. Sul digitale la commissione è dell’8% e, per streaming e download sulle piattaforme interessate dal calendario multi-territoriale, le royalties vengono distribuite ogni 90 giorni. A questo si aggiungono sistemi di monitoraggio per live, radio e TV e una rete internazionale che raggiunge 199 Paesi e territori.
Soundreef conserva caratteristiche che possono essere interessanti per specifici percorsi, soprattutto per chi privilegia una gestione autonoma dei propri live. SIAE, però, non è una scelta che abbia necessariamente senso rimandare a quando il percorso musicale sarà già consolidato: gli elementi analizzati mostrano che può essere valutata fin dall’inizio.
La domanda, allora, non è soltanto dove depositare la prima canzone. È quale sistema vuoi al tuo fianco nella gestione dei diritti se quella canzone comincia davvero a girare.
FAQ su Soundreef o SIAE
È meglio SIAE o Soundreef per un autore emergente?
Per un autore emergente, SIAE presenta diversi vantaggi concreti da considerare rispetto a Soundreef. Ha commissioni inferiori in tutte le principali tipologie di utilizzo messe a confronto, dal live allo streaming, fino a radio e TV e raccolta indiretta dall’estero. Può contare su una rete internazionale che raggiunge 199 Paesi e territori, utilizza sistemi digitali per monitorare gli utilizzi della musica e, per streaming e download sulle principali piattaforme globali, distribuisce le royalties ogni 90 giorni. Con SIAE+, inoltre, l’autore può iscriversi, depositare le opere e seguire repertorio, pagamenti e utilizzi direttamente da smartphone. Per gli Under 30, l’iscrizione è gratuita.
Come si passa da SIAE a Soundreef o viceversa?
È possibile cambiare collecting, rispettando le condizioni e le tempistiche previste dal mandato. Nel caso di SIAE, la richiesta di recesso o di limitazione del mandato deve essere presentata entro il 31 agosto per avere effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo.
Posso stare contemporaneamente in SIAE e Soundreef o dividere i miei brani?
Non è possibile scegliere liberamente di affidare alcuni brani a SIAE e altri a Soundreef. È possibile invece delimitare il mandato affidato a SIAE per specifiche classi di diritti o territori: la scelta riguarda quindi quali diritti e in quali aree geografiche vengono gestiti, non i singoli brani del repertorio.
Che differenza c’è tra diritto d’autore e diritti connessi?
Il diritto d’autore tutela l’opera e chi l’ha creata; i diritti connessi riguardano invece, tra gli altri, artisti interpreti o esecutori e produttori fonografici. Chi scrive e interpreta le proprie canzoni può quindi maturare entrambe le tipologie di diritti. Per i diritti connessi degli artisti interpreti ed esecutori, una delle realtà di riferimento è Nuovo IMAIE, a cui l’iscrizione è gratuita; la gestione di questi compensi è distinta da quella del diritto d’autore affidata a SIAE o Soundreef.
Se distribuisco con DistroKid o TuneCore, mi serve comunque una collecting?
Sì. Distribuzione digitale e gestione del diritto d’autore sono due attività diverse. Servizi come DistroKid e TuneCore permettono di distribuire le registrazioni sulle piattaforme di streaming e di ricevere i ricavi legati al master, cioè alla registrazione. Una collecting come SIAE o Soundreef gestisce invece i diritti d’autore sulla composizione, raccogliendo i compensi che spettano ad autori e compositori per gli utilizzi della loro musica, compresi live, radio, TV e altre forme di esecuzione o comunicazione al pubblico.
Quanto costa iscriversi e depositare con SIAE?
Per chi ha meno di 30 anni l’iscrizione SIAE è gratuita. Per gli altri sono previste quote diverse; una volta iscritti, il deposito delle opere musicali è gratuito anche per i brani successivi al primo.
Quanto trattengono SIAE e Soundreef sulle royalties?
Dipende dal tipo di utilizzo. Sul digitale il confronto è 8% SIAE e 19% Soundreef; su radio e TV 11,5% e 19%; sulla raccolta estera indiretta 3% e 5%. Nel live, per SIAE si va dal 20,8% delle altre tipologie considerate fino al 5% per i concerti oltre 20.000 posti, mentre per Soundreef è indicato il 25%.
Ogni quanto vengono pagate le royalties SIAE?
Le royalties musicali derivanti da streaming e download sulle principali piattaforme globali interessate dal calendario multi-territoriale vengono liquidate ogni 90 giorni. Per le altre categorie di utilizzo le tempistiche possono essere differenti.
SIAE è gratis per gli Under 30?
Sì. L’iscrizione a SIAE è gratuita per chi ha meno di 30 anni. Tramite SIAE+ è possibile completarla da mobile e iniziare a depositare le proprie opere; una volta iscritti, il deposito dei brani musicali è gratuito.