“Souvenir” di Pier Cortese: te la ricordi questa?
Viaggio quotidiano nella colonna sonora della nostra memoria, tra melodie sospese nel tempo pronte a farci emozionare ancora. Oggi parliamo di “Souvenir” di Pier Cortese
La musica è la nostra macchina del tempo: basta una nota, un ritornello, ed eccoci di nuovo lì, in una stagione vicina o lontana, in un’auto con i finestrini abbassati o nella cameretta della nostra infanzia. “Te la ricordi questa?” è il nostro appuntamento quotidiano per riavvolgere il nastro delle emozioni, proprio come si faceva una volta con una semplice penna e una musicassetta. Oggi l’orologio del tempo ci riporta al 2005 con “Souvenir” di Pier Cortese.
Ogni giorno, alle 13:00, vi accompagneremo in un viaggio musicale alla riscoperta di queste gemme nascoste: canzoni che hanno detto tanto e che hanno ancora tanto da dire, pronte a sbloccare ricordi, evocare immagini, restituirci pezzi di passato con la potenza che solo la musica sa avere. Brani che forse oggi non passano più in radio, pezzi di artisti affermati lasciati in un angolo, o successi di nomi che il tempo ha sbiadito ma che, appena tornano nelle nostre orecchie, sanno ancora farci vibrare. Perché la musica non invecchia, si nasconde soltanto tra le pieghe del tempo, aspettando il momento giusto per colpire nel segno e farci esclamare sorpresi un: “Te la ricordi questa?”.
Ti sblocco un ricordo: “Souvenir” di Pier Cortese
“Souvenir” è una canzone di Pier Cortese che racconta l’amore nella sua forma più sospesa: quella che nasce sapendo già di dover finire. Pubblicato come singolo nel 2005, si tratta di un piccolo racconto di formazione sentimentale, costruito su immagini leggere e su un dolore trattenuto, mai urlato.
Il termine “souvenir” non indica un oggetto turistico, ma un frammento di vita. È qualcosa da tenere chiuso finché l’altro non sarà davvero andato via. Aprirlo prima significherebbe soffrire troppo presto. Il tempo, in questa canzone, è fondamentale: vivere fino all’ultimo istante prima che la distanza diventi definitiva.
“Souvenir” è una canzone che parla di maturità emotiva. Nessuno è colpevole, nessuno è vittima. C’è solo la consapevolezza che alcune storie esistono per diventare memoria. E che, a volte, l’unico modo per amare davvero è lasciare andare.
Nel percorso di Pier Cortese, resta uno dei brani più eleganti e riusciti: una canzone che non ha bisogno di grandi dichiarazioni per colpire, perché lavora sul non detto, sugli spazi vuoti, sulle cose che restano quando tutto il resto se ne va. Un piccolo film d’autore in forma di canzone, capace ancora oggi di lasciare addosso una nostalgia dolce e persistente.
Il testo di “Souvenir” di Pier Cortese
Credo che ripartirò
mi hai detto prima di lasciarmi
un ciondolo e un biglietto
Eh no, non lo dimenticherò
Parigi ha lasciato il suo ricordo più bello
che ora ho dentro
e che danza nella mia mente
Souvenir, puoi chiamarlo così
e tienilo fin quandonon sarò via
Souvenir, non guardarmi così
e aprilo soltanto
quando sarò via
quando andrò via
Credo che ripartirò
tra i mille boulevard
segnavo già la tua distanza
Eh no, non lo dimenticherò
quel sole di Francia
è l’odore più bello che ora ho dentro
E all’alba in quella vineria
coi musicanti che intonavano
un concerto di viole
un brindisi alla nostalgia
prima che mi prendessi le mani
e ora chiudilo il mio segreto
Souvenir, puoi chiamarlo cosìe tienilo fin quando
non sarò via
Souvenir, non svegliarmi ora no
voglio viverti fin quando
non sarò via
non andrò via
Caro Pier,
volevo che sapessi il motivo della mia partenza,
a volte la sincerità è così amara
e lascia per strada le cose più belle
ma io, vedi, amo una donna
e spero di non averti deluso troppo,
tua Melisse
Souvenir, puoi chiamarlo così
e aprilo soltanto
quando andrò via
quando sarò via
e tienilo fin quando
non sarò via
non andrò via
credo che ripartirò