Dal 25 gennaio è fuori il primo album solista di Franco126, ecco la nostra recensione

Partiamo da lontano, maggio 2017: ecco Polaroid, il primo disco ufficiale firmato Carl Brave x Franco126, membri del collettivo romano Love Gang. Il disco parte in sordina, silenzioso, ma piano piano guadagna sempre più consensi fino ad esplodere del tutto: decine di certificazioni, concerti sold out e la sensazione di aver in qualche modo aperto un nuovo spiraglio dal punto di vista del linguaggio. Tra rap, indie e trap ecco che i due artisti scelgono modalità espressive praticamente inedite per la scena italiana, si parla di vita quotidiana, di sigarette e birre e di Roma, il tutto condito da suoni leggeri, tra mix di chitarre, trombe e tastiere dal gusto parecchio indie.

Bene, da allora molte cose sono cambiate, entrambi i cantanti, dopo aver vissuto mesi di grande successo insieme, hanno scelto di congedarsi dal progetto di coppia per puntare sui rispettivi lavori da solisti. Così lo scorso maggio è arrivato Notti Brave (poi seguito dal EP Notti Brave After), il disco con cui Carl Brave di fatto ha sfondato il muro del mainstream italiano, puntando su numerose (ed importanti) collaborazioni, come la nota Fotografia insieme a Fabri Fibra e Francesca Michielin, autentico tormentone della stagione estiva.

Dalla sua il buon Franco non è assolutamente rimasto a guardare e, qualche mese dopo rispetto al compagno di avventure, ha pubblicato lo scorso 25 gennaio il suo primo album ufficiale per Bomba Dischi / Universal Music: Stanza singola, già anticipato nei mesi precedenti dai singoli Frigobar, Ieri l’altro e dalla title track.

Se Carl dalla sua aveva scelto di puntare su un lavoro pieno zeppo di collaborazioni e colori, ecco che Franco sceglie per il suo primo progetto un formato molto più essenziale, 10 tracce prodotte da Ceri (già al lavoro in passato con Coez e Frah Quintale) con un solo featuring, con la chiara volontà di proporre al suo pubblico un lavoro dal gusto il più possibile personale ed autentico.

E cosi è, perché le 10 tracce di fatto possono essere viste come una lunga passeggiata tra istantanee di vita quotidiana condita dalla solita e intensa chiave nostalgica nel raccontare: c’è sempre Roma sulla sfondo, ci sono i bar, le bottiglie e tutti quegli oggetti che l’artista carica di significato come il “Brioschi” che è finito o le “parole sbagliate” allo stesso modo delle “parole crociate”.

Se state cercando del rap qui di sicuro non lo troverete ed è sicuramente sbagliato etichettare Franco126 come rapper, Stanza singola non è assolutamente un disco rap, è un album che mischia atmosfere da scena indie (non a caso hanno collaborato nelle varie tracce artisti come Giorgio Poi e DOLA) con richiami ai cantautori del passato, dai quali l’artista romano non ha mai negato di prendere un grosso spunto.

Franco si fa pioniere della figura di cantautore 2.0, appoggiandosi su arrangiamenti soft e spesso minimali, in cui la chitarra fa la voce grossa, come nel brano Parole crociate che forse meglio degli altri sintetizza l’anima vera di questo album, malinconico ed essenziale. Pare corretta anche la scelta di puntare su una sola collaborazione, quella con Tommaso Paradiso che per l’occasione sembra ritornare quello dei primissimi tempi dei Thegiornalisti, inserendosi in maniera ottima nella traccia che dà il nome all’album.

Un lunga passeggiata dicevamo, una lunga passeggiata tra i ricordi e i rimorsi, intervallati dalle nitide immagini che l’ottima penna di Franco ci lascia senza filtri o eccessivi manierismi. Brani dal tono più soft sono intervallati da alcuni momenti più movimentati e ritmici, come i pezzi Fa lo stesso e Nuvole di drago, che alzano il ritmo e si inseriscono perfettamente nella tracklist, pur senza snaturare il mood del disco. Se siete appena stati mollati o più in generale se avete da poco concluso una storia d’amore, probabilmente questo album potrebbe diventare la colonna sonora perfetta per il vostro momento, oppure scoprirlo potrebbe anche rappresentare la vostra fine, vedete voi.

Per tutti questi motivi Stanza singola può essere considerato senza problemi come il perfetto manifesto di quello che Franco126 rappresenta in questo momento, un album che forse si mostrerà meno appariscente rispetto a quello del compare Carl, ma che sicuramente consacra l’artista romano come una delle sorprese musicali più interessanti dell’ultimo periodo, dimostrando come il passo iniziato con Polaroid fosse soltanto l’antipasto per tutto quello che sta arrivando e arriverà.

MIGLIOR TRACCIA: Brioschi, Frigobar

VOTO COMPLESSIVO: 8/10

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Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

Di Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

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9 pensiero su ““Stanza singola” è il nostalgico viaggio tra le storie di Franco126 – RECENSIONE”

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