Storie di Musica, Cranberries: gli Zombie dentro Dolores O’Riordan
Viaggi tra note e curiosità, alla scoperta dei protagonisti e delle opere della scena musicale nazionale e non solo. A cura di Caravaggio
Benvenuti a “Storie di musica“, una rubrica ideata e realizzata del cantautore Caravaggio, dove ogni settimana ci immergeremo nelle pieghe più affascinanti della scena musicale, italiana e internazionale. Oggi parliamo dei Cranberries e della loro “Zombie“.
Aneddoti sorprendenti, retroscena inediti e curiosità sui grandi protagonisti vi accompagneranno in un viaggio tra le note di opere immortali e le parole degli artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte canora.
Preparatevi a scoprire la musica da un punto di vista nuovo, svelando storie che pochi conoscono, ma che meritano di essere raccontate e scoperte.
Cranberries, gli Zombie dentro Dolores O’Riordan
Ma è vero che le canzoni più belle nascono dai propri mostri? È il 1990 quando Dolores O’Riordan, a diciott’anni, entra in una band sconosciuta, i Cranberries. Porta con sé una tastiera e un dolore profondo dal quale nascerà uno degli inni rock più potenti della storia, “Zombie“.
Ha dei testi e delle melodie già pronte. I ragazzi la ascoltano e pensano: “È grandiosa”. Dietro quella voce angelica si nasconde un inferno: dagli otto ai dodici anni subisce abusi sessuali. Un trauma che diventerà la radice della sua arte.
Il successo arriva troppo in fretta. Dolores crolla: esaurimento, disturbi alimentari, dipendenze. Ma quando tocca il fondo, riemerge. E canta. I suoi spettri sono la sua ispirazione.
Il 14 gennaio 2018 è a Londra per registrare una versione di “Zombie” con i Bad Wolves. Quella sera dice a sua madre: “La cover suona dannatamente bene!”. Ma i mostri ritornano. La mattina dopo viene trovata esanime, nella vasca da bagno.
La voce di Dolores O’Riordan continua a urlare con forza. A trasformare il dolore in bellezza.